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Mobilità sostenibile, alcuni dati

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020

La mobilità sostenibile è uno dei principali obiettivi che l’Unione Europea vuole raggiungere entro il 2050 ed è in linea con le indicazioni contenute nella Strategia Europa 2020, che poi dettaglia minuzionsamente i passi da seguire nel documento Trasporti 2050.

Il 2050 è la data fatidica entro la quale la Comunità Europea vuole di ridurre del 60% le emissioni di CO2 derivanti dai combustibili fossili impiegati nei trasporti.

Ma l’indicazione forse più rivoluzionaria è quella che prevede, entro la metà del secolo, di autorizzare la circolazione nei centri urbani europei dei soli mezzi ecologici.

Questo significa ripensare completamente la mobilità urbana, cambiando passo e direzione rispetto alle tradizionali modalità di spostamento.

Secondo la European Environment Agency (EEA) infatti, nel 2009, il settore dei trasporti è stato responsabile del 24% delle emissioni di gas serra (generate dall’uomo) nell’Unione europea. Il 73% di questa quantità è direttamente originata dal trasporto su strada.

Secondo i dati Eurostat, sempre nel 2009, fra i Paesi membri dell’unione, l’Italia si è posizionata al 3° posto, dopo Germania e Francia, nel consumo di carburanti da fonti fossili legate ai trasporti, con una quota superiore al 12% sul totale europeo.

In base a uno studio pubblicato dalla Direzione Clima della Commissione Europea, i veicoli elettrici permetterebbero da qui al 2030 una riduzione significativa delle emissioni di CO2 compresa fra il 10 e il 20% rispetto all’attuale.

Allo stesso tempo, l’incremento della domanda energetica conseguente al crescente utilizzo di veicoli elettrici sarebbe nei diversi scenari limitata e vicina, secondo il valore massimo, al 5%. Al contempo, si ridurrà progressivamente la dipendenza da importazioni di fonti energetiche fossili tradizionali.

Altri benefici riguarderanno aspetti correlati come l’inquinamento acustico. Rilevante il fatto che tali benefici ambientali ed energetici sono del tutto validi anche nel nostro Paese e già nella situazione attuale, in cui la produzione di energia elettrica fa ancora ricorso a una quota significativa di fonti fossili.

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