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L’appello del WWF ai “Grandi” prima di RIO+20

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

In occasione del vertice Rio+20 tra i Grandi della Terra, ovvero i governanti dei Paesi più influenti ed economicamente sviluppati del pianeta, il WWF lancia il suo appello affinché si investa sul capitale naturale per vitare la bancarotta del Pianeta.

20 anni dopo l’Earth Summit del 1992 i numeri che riguardano lo sfruttamento della Terra sono impressionanti: da 36 a 63mila miliardi di dollari di PIL, da 42 a 60 miliardi di tonnellate di materie prime estratte, da 22 a 30 miliardi di tonnellate di CO2 prodotte, 13 milioni di ettari di foresta distrutta ogni anno.

Un mondo sull’orlo della “bancarotta economica ed ecologica“, dal 2008 preda di una drammatica crisi finanziaria, ambientale e sociale, nonostante la ricchezza mondiale prodotta negli ultimi 20 anni sia aumentata del 40%, con un prodotto interno lordo (PIL) globale passato, dal 1992 a oggi, da 36 a oltre 63mila miliardi di dollari e, nello stesso periodo, con uno spietato consumo di risorse naturali passato da 42 a 60 miliardi di tonnellate di materie prime (+40%) che, se si considerano anche i cosiddetti flussi di materia nascosti (consumo di suolo, materiali inerti, eccetera), arrivano fino a 100 miliardi di tonnellate (per un consumo procapite in media di 14 tonnellate nel mondo e circa 15 nell’Unione Europea).

È il quadro presentato nel dossier del WWF “Verso Rio+20“, che i Grandi della Terra dovranno affrontare al Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20, che si terrà dal 20 al 22 giugno a Rio de Jainero, 20 anni dopo lo storico Earth Summit del 1992, con l’intento di riprogrammare l’economia mondiale dei prossimi decenni nell’ottica di uno sviluppo sostenibile che garantisca maggiore tutela ambientale ed equità sociale.

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