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Rio+20, la 17enne Britney scuote i potenti

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Foto di anncapictures da Pixabay

Gli interventi iniziali spesso lasciano il segno e anche a Rio+20, il discorso in apertura dei lavori della ragazzina confusa e arrabbiata, pur per pochi minuti scuote le coscienze e scandisce il lento ma inesorabile battito dell’orologio del Pianeta.

Il tempo sta scadendo. Sono confusa e arrabbiata per le condizioni del mondo, dobbiamo lavorare insieme per cambiare. Ci avete promesso di combattere la povertà, lo sviluppo sostenibile, la lotta contro i cambiamenti climatici. Le multinazionali si sono impegnate per rappresentare l’ambiente, il nostro futuro è in pericolo, sappiamo che il tempo corre. Avete 72 ore per decidere il destino dei bambini del mondo, l’orologio è scattato… …sono già state fatte in passato mentre il nostro futuro è sempre a rischio… siete qui per curare la vostra immagine o per salvarci, per fare un mondo migliore?

Queste le fortissime parole della diciassettenne neozelandese Britney Trifford, che nel breve intervento di apertura della conferenza di tre giorni in corso a Rio de Janeiro lancia il suo messaggio allarmato ai Grandi della Terra.

Le parole avranno toccato il cuore del segretario dell’Onu Ban Ki-Moon o di Dilma Roussef, presidente del Brasile? Lo speriamo anche se la storia racconta che, 20 anni fa, la dodicenne Severn Cullis-Sukuki zittì il mondo per sei minuti (così fu chiamata dopo il suo intervento) ma le cose in seguito cambiarono poco.

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