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Tocco da Casauria, vendere energia eolica è naturale

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020

Una posizione naturalmente propensa alla produzione di energia eolica, la sensibilità verso l’ambiente del proprio territorio e la mentalità giusta: queste le componenti della scelta green del comune abruzzese

C’è un piccolo, piccolissimo comune in Abruzzo che si è trovato sulla prima pagina di uno dei maggiori quotidiani al mondo. Già, perchè Tocco da Casauria, borgo di 2.800 anime nel Parco Nazionale della Majella è balzato alle cronache del più grande e famoso quotidiano americano, il New York Times.

E il motivo è semplice quanto “naturale”. La particolare ubicazione geografica (lungo la valle del fiume Pescara, ai piedi del Morrone e tra le Gole di Popoli) ha sempre consentito a questo paesino una posizione ideale per l’eolico. Non a caso, nel lontano 1992, qui fu inaugurato il primo Parco Eolico in Italia.

Ovviamente, da allora molto è cambiato, sia in termini tecnologici che logistici: con i primi due aerogeneratori installati si riusciva a coprire solo il 25% della domanda di elettricità del comune, pertanto nel 2009 si arrivò all’ampliamento del parco eolico (due pale eoliche della potenza complessiva di 1600 kW) in grado di produrre oltre 7.000 MWh/anno.

Una soglia energetica questa destinata a garantire il fabbisogno di oltre duemila nuclei familiari ovvero più del 30% dell’elettricità consumata dall’intero comune di Tocco.

Ed è qui, grazie all’eolico, che si è innescata la logica del processo virtuoso che negli anni ha permesso (e tutt’ora permette) a fronte di un elevato surplus nella produzione di energia, di portare nella casse dell’Amministrazione comunale parecchi soldi e, dopo un lungo cammino fatto di buone pratiche verdi e sostenibili, di farlo balzare recentemente agli onori delle cronache del New York Times.

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