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Impianti fotovoltaici condominiali, il trattamento fiscale

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Foto di anncapictures da Pixabay

L’Agenzia delle Entrate, su richiesta del GSE, chiarisce le norme che regolano il trattamento fiscale da riservare a un condominio che intende attivare una convenzione per il riconoscimento delle tariffe incentivanti.

Dopo che il GSE aveva presentato all’Agenzia delle Entrate una richiesta di chiarimento ai sensi dell’articolo 11 della Legge 212/2000 per quanto concerne il trattamento fiscale degli impianti fotovoltaici condominiali, in rapporto alle tariffe incentivanti eventualmente applicate, l’Agenzia delle Entrate ha risposto alla sollecitazione attraverso la risoluzione 84/E del 10 agosto 2012, fornindo il quadro fiscale completo.

L’Agenzia conferma che il condominio titolare di un impianto fotovoltaico di potenza fino a 20 kW, non è considerato soggetto che svolge attività commerciale abituale in relazione all’energia prodotta in misura eccedente il proprio fabbisogno e immessa in rete mediante lo scambio sul posto.

Gli eventuali proventi derivanti dalla vendita dell’energia prodotta e non auto-consumata sono quindi tassabili in capo ai singoli condòmini come reddito diverso in proporzione ai millesimi di proprietà.

Il condominio resta quindi estraneo all’attività di produzione di energia, in quanto, gli effetti economici (percezione dei proventi) e fiscali (tassazione dei proventi) conseguenti allo svolgimento di questa attività, si producono direttamente sui condòmini.

L’Agenzia delle Entrate precisa inoltre che “la società di fatto tra condòmini che gestisce un impianto fotovoltaico è commerciale e deve emettere fattura nei confronti del GSE, in relazione all’energia che immette in rete e che il GSE, che eroga la tariffa incentivante, deve operare nei confronti della società di fatto la ritenuta di cui all’articolo 28 del DPR 600 del 1973 sulla tariffa relativa alla parte di energia immessa in rete”.

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