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Milano, parte la raccolta dell’umido

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

È iniziata ufficialmente anche a Milano, con la distribuzione dei sacchetti per la raccolta differenziata dell’umido, la sperimentazione che vedrà coinvolti oltre 400.000 abitanti per arrivare, a partire dal 26 novembre, alla definitiva raccolta separata dei rifiuti organici, che rappresenta il 37,4% del contenuto totale del sacco dell’indifferenziata.

Milano produce attualmente 1.500 chili di rifiuti solidi urbani al minuto, per un totale 800.000 tonnellate all’anno. Ogni cittadino ha quindi finora buttato nell’indifferenziata una media di 41 chili di umido l’anno, appesantendo le discariche con un tipo di rifiuto nobile che può invece essere riutilizzato come fertilizzante oppure per produrre nuova energia.

L’obiettivo dell’Amsa è quello di arrivare entro il 2015 a coprire tutta la città, portando la percentuale di raccolta differenziata in vista dell’Expo dall’attuale 34% al 65%.

A questo riguardo però, un recente studio sperimentale condotto a Chieri (TO), finanziato da SMAT e ANIMA-UIDA, con il supporto del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Verona, dell’azienda locale di gestione del servizio idrico integrato (SMAT) e dell’autorità di governo dei rifiuti urbani (ATO-R Associazione d’Ambito Torinese per il Governo dei Rifiuti), ha messo in luce quali sarebbero invece i vantaggi, in sostituzione alla raccolta del rifiuto umido, dell’uso del dissipatore – apparecchio che “dissipa” ogni forma di rifiuto alimentare trasformandolo in particelle minuscole che vengono eliminate dallo scarico del lavello.

Il dissipatore eviterebbe i costi di raccolta (porta a porta) e di trasporto della Forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano): secondo i dati pubblicati da ISPRA nel 2011, in Italia in media si può stimare un costo di raccolta, trasporto e trattamento Forsu di 50,1€/fam/anno.

La differenza ottenibile mediante l’uso del dissipatore porterebbe, oltre alla riduzione della Co2 emessa dai mezzi di trasporto, a un vantaggio economico. Potenzialmente infatti, se tutte le 22 milioni di famiglie italiane fossero dotate di questo sistema, si verificherebbe un decremento di costi pari a ben oltre mezzo miliardo di euro all’anno.

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