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Campionato Solare 2012: vincono Cigliano, Bentivoglio, Narni e Forlì

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Foto di anncapictures da Pixabay

Cigliano, Bentivoglio, Narni e Forlì: ecco le città risultate vincitrici del Campionato Solare italiano 2012. Sono questi infatti i comuni che più hanno fatto in direzione della rivoluzione energetica che il solare consente di realizzare come alternativa, pulita, conveniente, moderna e democratica alle fonti fossili.

La premiazione del concorso si è tenuta oggi a Roma presso la Fiera ZeroEmission; oltre alle città vincitrici è stata assegnata una segnalazione speciale al comune di Bologna per la realizzazione della prima “mappa solare” in Italia che racconta online gli impianti termici e fotovoltaici del suo territorio.

Il Campionato Solare, curato da Legambiente in collaborazione con GSE e Sorgenia, è una competizione tra comuni, nata allo scopo di capire e raccontare i risultati di diffusione del solare termico e fotovoltaico nei territori italiani. Vi partecipano automaticamente tutti i comuni italiani che hanno impianti installati sul proprio territorio ma entrano in classifica solo quelli che posseggono pannelli solari sia termici che fotovoltaici.

“I premiati sono in testa alle classifiche non solo per i punteggi raggiunti” spiega il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini “ma anche per precise scelte di politica energetica, che hanno permesso di spingere l’innovazione e aiutare in questa direzione cittadini, associazioni, imprese. Questi Comuni sono la migliore fotografia del futuro dell’energia e mostrano come un modello energetico distribuito, rinnovabile ed efficiente sia oggi quanto mai nell’interesse dell’Italia e delle sue famiglie”.

A dimostrarlo sono i dati di Terna: nei primi sei mesi del 2012 il solare fotovoltaico ha garantito il 6,8% della produzione netta nazionale e oltre l’8% nel solo mese di luglio. Senza dimenticare i risparmi che il solare termico durante questa calda estate ha permesso di realizzare in case, alberghi, edifici pubblici e privati.

“Ma la prospettiva per il solare in Italia risulta difficile” prosegue Zanchini “perché è al centro di una campagna mediatica che vorrebbe fermarne lo sviluppo evidenziandone solo gli impatti negativi in bolletta (quando il peso degli aumenti è dovuto principalmente all’aumento del prezzo del petrolio) e quelli paesaggistici dovuti agli impianti a terra. Queste accuse sono chiaramente interessate e ipocrite, spinte da chi vuole salvare impianti vecchi e inquinanti per evitare che lo scenario energetico italiano cambi davvero”.

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