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Milano City Marathon, impegnati anche in sostenibilità

città: Milano - pubblicato il:

La passione per la corsa, l’ambiente e la forma fisica è sfociata negli ultimi anni in un numero sempre maggiore di competizioni che cercano di attirare a sé gli “utenti” sportivi anche offrendo qualcosa in più in termini di sostenibilità e impegno verso l’ambiente.

È questo anche il caso della Milano City Marathon 2013, primo evento sportivo italiano che cerca di ottenere la ReSport Certification, certificazione che misura sostenibilità e responsabilità degli eventi sportivi, rilasciata da IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità), che in Italia è partner esclusivo del Council for Responsible Sport, l’organizzazione dalla quale è nata la certificazione.

Le competizioni internazionali che hanno richiesto questo ambito “bollino blu” della sostenibilità sono state la Big Sur Marathon, la Bank of America Chicago Marathon, la Nike Marathon, la Men’s and Women’s Olympic Trials Marathon, la 40th Annual Chevron Houston Marathon, l’Aramco Houston Half Marathon, El Paso Corporation 5K e la ABB Team Challenge.

Milano City Marathon, in programma il 7 aprile 2013, è attivamente impegnata nel rispetto dell’ambiente, tanto che nel 2009 ricevette il riconoscimento quale prima maratona in Italia ad aver neutralizzato le emissioni CO2 prodotte dagli spostamenti degli atleti, dai pettorali utilizzati, dall’uso della carta per i volantini e manifesti dell’evento grazie alla piantumazione di 18.000 alberi in un’area verde tra Milano e Pavia.

Ma l’impegno verde che ora vuole farsi certificare è a un livello superiore, perché per ottenere la ReSport, gli organizzatori dell’evento hanno come obiettivi concreti la riduzione di rifiuti, sprechi ed emissioni oltre al rispetto di alcuni temi legati alla responsabilità sociale.

Naturalmente questi risultati devono essere raggiunti da tutta l’organizzazione dell’evento: dai fornitori fino ai partecipanti alla Maratona. È quindi fondamentale lavorare sulla scelta dei materiali utilizzati, sulla riutilizzabilità delle strutture, sull’ecologicità dei prodotti distribuiti, sulle modalità di trasporto, sulle attività di formazione avviate a contorno dell’evento e finalizzate al miglioramento dello stile di vita e di consumo della collettività, fino ad arrivare ad aspetti quali la redistribuzione dei prodotti commestibili in termini di donazione o attività di coinvolgimento anche delle minoranze etniche o sociali.

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