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Le proposte A.T.E.R. per il futuro delle rinnovabili

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

Anche A.T.E.R. (Associazione Tecnici Energie Rinnovabili) ha la sua ricetta per il mercato delle rinnovabili in Italia e dice a chiare lettere e fermamente “non ci servono incentivi!“.

Qual è allora il tragitto da compiere? È necessario fare maturare il settore perché impari, come un bambino, a camminare con le sue gambe.

Ma per fare questo serve capacità di fare rete da parte degli operatori del settore, ma anche il supporto di politiche pubbliche intelligenti, che favoriscano chi si unisce, chi raggiunge economie di scala, chi si organizza in filiere verticali, chi investe in logistica.

“Se in Germania si istalla alla metà del prezzo italiano la ragione è questa, all’Italia manca la rete. Proponiamo la libertà di vendere o autoconsumarsi la propria energia a km 0 e di accumularla per venderla o consumarla in un secondo momento. Questo è quello che serve per superare l’ultimo gap di competitività e camminare sulle proprie gambe. Le SEU (Sistemi Efficienti di Utenze) vanno gradualmente liberate; per esempio un consorzio di produttori potrà vendere direttamente ad un consorzio di consumatori, il tutto nell’ottica di creare piccole reti locali che tendono a diventare indipendenti” afferma A.T.E.R..

Secondo l’associazione, se un tempo le fonti energetiche rinnovabili “non programmabili” erano considerate indifferibili e urgenti, adesso sono diventate un problema e “sono diventate bersaglio di pressioni politiche da parte di chi ha enormi interessi a far funzionare le grandi centrali fossili”.

Un’altra ricetta riguarda lo sviluppo della rete elettrica, che deve diventare intelligente, favorendo le piccole e medie produzioni. E anche gli incentivi, o meglio gli sgravi fiscali, che dovrebbero favorire l’accumulo per l’autoconsumo, anche pensando alla prossima diffusione su larga scala dei veicoli elettrici.

Per ultimo serve snellire la burocrazia che rende difficile lavorare nel settore e obbliga, per esempio, a presentare oltre 40 documenti per installare un piccolo impianto fotovoltaico. Per i piccoli impianti, oltre alla lentezza nei proessi di autorizzazione, c’è un problema di trasparenza nelle informazioni.

Le regole di connessione e di installazione cambiano in continuazione e questo ha effetti negativi sulle installazione perché spesso su contratti avviati le modifiche arrivano in corso d’opera.

A.T.E.R. è un’associazione che nasce dal basso, composta da tecnici professionisti e appassionati che condividono le proprie esperienze.

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