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Smart city, i sindaci italiani al convegno di Smau

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Foto di anncapictures da Pixabay

Smau, la fiera dell’Ict che si tiene a Milano, ha acceso una volta di più i riflettori sul tema delle smart city e, questa volta, a parlarne e a discuterne c’erano anche i sindaci di grandi città italiane, evidentemente interessati al tema.

Il convegno “La via Italiana alle città Intelligenti“, per esempio, ha messo in luce come, attraverso i bandi del Miur e il recente Decreto Crescita 2.0, le smart city si candidino a essere uno dei principali motori di sviluppo dell’economia italiana in ambito locale e nazionale.

Esempi virtuosi dell’utilizzo della tecnologia per offrire un servizio avanzato alla propria comunità ce ne sono ormai, per fortuna parecchi, ma quelli che in Smau hanno vinto la prima edizione del Premio Nazionale Smart City Roadshow sono stati i progetti realizzati dal comune di Venaria Reale (Torino), dal comune di Venezia e dalla Provincia Autonoma di Trento.

Venaria Reale ha ricevuto il premio “per la creazione di una smart card multifunzione che permette ai genitori di prenotare i pasti per i propri figli alla mensa degli istituti scolastici della Provincia, di gestire la raccolta rifiuti, di fruire di alcuni servizi sanitari, anche tramite app Mobile“. Le smart card distribuite finora sono circa 18.000, a fronte di una popolazione di circa 35.000 persone.

Il comune di Venezia invece è stato premiato per aver avviato il progetto di Cittadinanza Digitale per far arrivare la banda larga a tutti i cittadini e i turisti della laguna e ha avviato una serie di iniziative più localizzate di valore, tra cui Telepago, un sistema di pagamento dei parcheggi sulle strisce blu da cellulare e piattaforma SMS, sistema evoluto di invio di SMS ai cittadini per segnalare informazioni rilevanti (per esempio allarme maree e rischio idraulico, variazioni percorso scuolabus).

Infine la provincia autonomia di Trento ha visto riconosciuto il proprio progetto pilota per il monitoraggio capillare della qualità dell’aria al fine di individuare e controllare 3 tipologie di gas nocivi.

“Abbiamo alle spalle un biennio di sperimentazione sulle smart city, nato sulla spinta dei bandi europei. Davanti a noi abbiamo un modello, un’idea di città: il nostro compito è passare dalla rigidità della città meccanica a un modello di città flessibile, ma le difficoltà che stiamo incontrando sono numerose. Innanzitutto perché finora non c’è stato un quadro di riferimento in cui collocarsi, anche se grazie all’Agenda Digitale si è finalmente creata una cornice operativa in cui inserirsi” ha sottolineato Piero Fassino, sindaco di Torino, durante il convegno.

Simile il concetto espresso da Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia e delegato Anci che si è focalizzato sull’esigenza di “istituire una forma di controllo nazionale e non parcellizzata, che però non è da confondere, con un ritorno al centralismo statale. È necessaria una piattaforma di coordinamento e gestione delle misure che si vogliono mettere in atto, e che tenga le redini di tutti i progetti, da quelli comunitari a quelli nazionali, fino a quelli regionali”.

“I processi di sviluppo urbano delle nostre città” ha evidenziato Mario Occhiuto, sindaco del comune di Cosenza “nel passato, hanno mostrato quali sono i rischi da non sottovalutare: periferie con alto indice di delinquenza, quartieri-dormitorio, zone urbane iper-congestionate dal traffico e aree sottosviluppate sono il frutto di una cattiva progettazione urbana. L’uso delle tecnologie deve tenere conto delle esigenze dei cittadini e deve rispondere a un disegno ben meditato prima della messa in atto, per evitare di commettere gli stessi errori del passato”.

Paolo Perrone, sindaco del comune di Lecce ha osservato come “nel caso di una città turistica, come quella che amministra, le responsabilità aumentano, perché i referenti non sono più solo i cittadini, ma anche i turisti che sono portati inevitabilmente a fare paragoni con la realtà da cui provengono. A Lecce finora il progetto smart city è ancora piuttosto rarefatto, e sottolineo in questa occasione che non possiamo permetterci di lasciare indietro, anche nello sviluppo tecnologico, i centri importanti del sud”.

Antonella Galdi, responsabile Innovazione Anci, ha illustrato la situazione italiana in relazione allo sviluppo smart. “Innanzitutto il concetto di smart city affascina perché fa riflettere sull’esigenza di ripensare le città a partire dai bisogni emergenti della comunità estesa dei cittadini, da intendersi nell’accezione più ampia del termine, che includa cioè tutti gli attori che partecipano alla valorizzazione del patrimonio urbano, culturale e sociale delle città”.

L’Anci su questo tema ha svolto un’approfondita indagine che ha presentato il quadro delle 54 città italiane con più di 90 mila abitanti, ne ha analizzato le scelte strategiche, l’ambiente urbano, il comparto della sanità, dell’energia, la mobilità e la logistica arrivando alla conclusione che le differenze tra le varie città, indipendentemente dalla loro collocazione topografica, sono talvolta evidenti. I risultati di questo studio devono quindi far riflettere e spingere il settore pubblico a potenziare le proprie strategie di sviluppo.

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