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Interporto di Torino, i sensori migliorano la distribuzione merci

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Foto di anncapictures da Pixabay

Come rendere sostenibile lo sviluppo delle nostre città?

Una delle condizioni indispensabili è certamente migliorare la distribuzione urbana delle merci; questo obiettivo non può certo prescindere da un’approfondita analisi dei flussi veicolari che quotidianamente interessano le aree cittadine.

Per questo motivo l’Interporto di Torino ha attivato una collaborazione con il Politecnico di Torino per la sperimentazione dei sensori senza fili WIM e WSN, presentati oggi al Congresso Mondiale dell’ITS a Vienna.

La rete di sensori, installati all’interno della pavimentazione stradale della piattaforma logistica, è stata dislocata in modo da coprire quattro macro-aree in cui è stato suddiviso il territorio dell’Interporto, ciascuna predisposta di access point dotati di modem GPRS per la trasmissione dei dati raccolti, 6 ripetitori e 32 sensori magnetomelrici (per un totale di 16 corsie di rilevamento).

Questa tecnologia, confrontata con quelle presenti, mostra parecchi vantaggi: sensori e ripetitori non necessitano di collegamento elettrico; gli access point sono predisposti con un unico cablaggio sia per la configurazione che per l’alimentazione; infine, in caso di operazione di manutenzione o rifacimento del manto stradale è possibile rimuovere il sensore in maniera agevole e rapida senza danneggiarlo.

I dati ricavati dal sistema magnetometrico di rivelamento veicolare hanno permesso di simulare con risultati soddisfacenti i flussi di traffico presenti nell’area dell’Interporto. Nelle prove sin qui svolte sulle corsie di rilevamento in esame, la precisione dei conteggi è risultata del 97% circa, mentre quella della classificazione è comunque sopra il 90%.

Inoltre, l’Interporto di Torino ha ritenuto utile conoscere la quantità di carico in transito. A tal fine si è deciso di installare una postazione di rilievo dei carichi in movimento. I sistemi WIM (weigh-inmotion) sono stati sviluppati per operare in maniera continua e automatica sul monitoraggio del traffico in termini di numeri, tipologie e carichi.

Anche in questo caso, i sensori sono collocati in appositi solchi ricavati nella carreggiata stradale. Il loro lavoro di raccolta ed elaborazione dei dati permette di schedare tre differenti tipologie di veicolo: quelli pesanti a 5 assi, quelli leggeri e i muletti.

L’adozione dei sistemi WIM consente l’acquisizione di informazioni sulla tipologia dei mezzi che, integrate a quelle relative ai flussi, risultano essenziali non solo per una più completa rilevazione e analisi riguardo al traffico e alle diverse modalità di deflusso, ma anche funzionali all’elaborazione di nuove strategie per una corretta gestione delle infrastrutture stradali: manutenzione, sicurezza nella circolazione, riduzione degli inquinanti.

“Sito S.p.a.” ha dichiarato la presidente Daniela Ruffino “ha deciso di sperimentare queste tecnologie nell’area della piattaforma logistica. Siamo certi che ci forniranno indicazioni utili per ottimizzare i processi distributivi e favorire una logistica sostenibile. Immaginiamo inoltre che il loro utilizzo potrà quindi essere utile anche alle amministrazioni delle grandi aree metropolitane da tempo alla ricerca di soluzioni capaci di rispondere ai problemi legati al traffico. Siamo quindi felici si sia presentata un’occasione così prestigiosa come il Congresso Mondiale dell’ITS per presentarli”.

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