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Milano smart city, quante difficoltà per diventarlo

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Le città del futuro, si spera e si pronostica, saranno intelligenti e a misura di cittadino: servizi intelligenti, eco-sostenibilità energetica, raccolta intelligente e riciclo dei rifiuti, mobilità sostenibile.

Insomma, tante idee che la tecnologia rende sempre più facilmente attuabili… ma che a Milano, ancora, non si applicano a sufficienza.

Milano smart city, visione che potrebbe essere ma per ora non è…

Una grande metropoli come Milano dovrebbe essere in prima fila nell’innovazione e nella realizzazione di progetti smart che superino i limiti dell’annuncio mediatico e si realizzino davvero.

Dove sta il problema? Nei fondi mancanti? Non sempre, perché come documentiamo da tempo anche sul nostro magazine, città più piccole e con meno mezzi a disposizione cominciano perlomeno a incamminarsi lungo la via della smart city.

Burocrazia allora? difficoltà nel decidere quale strada prendere? Sembra più questa la problematica.

Per meglio analizzare il problema abbiamo deciso di dare spazio alle idee di un’associazione tecnologica che da tempo affronta – e cerca di rispondere – questi problemi: i Green Geek che attraverso il blog Robin Hood, in un articolo di Mauro Lattuada, loro presidente, danno la loro interpretazione dei problemi che affliggono Milano.

Questo è il periodo degli smartphone, della tecnologia alla portata di tutti, del wifi. E in questo mix di tecnologie ed applicazioni la sfida è quella di orientarsi, trovare dove indica l’ago della bussola, e percorrere il campo. Questo, però, non è un lavoro da principianti, ma da Geek, e quello che continua a mancare in Italia sono proprio loro.

Sì, perché non basta saperne di tecnologia, non basta fare un po’ di marketing di se stessi e partecipare a due o tre convegni, e poi fare: si deve conoscere la materia. Così assistiamo giornalmente al balletto degli inesperti, quelli che non sanno cosa vuol dire OS ma decidono del futuro tecnologico di una città, gli esperti di finanza che applicano i dogmi del ‘75 alle tecnologie del domani e sperano di cambiare qualcosa.

In particolare, citando Milano, abbiamo assistito nell’ordine prima alla messa in opera del wifi meno visibile d’Italia, con circa 200 hot spot che non si sa bene dove siano, senza un cartello, inaccessibili agli stranieri (sai, in epoca Expo, cosa ci interessano gli stranieri?) e senza un lontano disegno di progetto…

Che fare allora? L’importante è darsi da fare, informarsi e partecipare sempre più numerosi alla vita politica della città.

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