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Clini: “Nemmeno una goccia di olio venga dispersa”

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

I motori a combustione interna, per intenderci quelli comunemente utilizzati da auto, moto, veicoli industriali e agricoli, mezzi navali, nonché tutti i macchinari industriali hanno bisogno di essere lubrificati per funzionare.

Per questo motivo si utilizzano olii lubrificanti a base minerale o sintetica che, durante l’utilizzo, si consumano subendo trasformazioni chimico-fisiche che ne fanno decadere le caratteristiche specifiche e ci obbligano a sostituirli regolarmente.

L’olio usato è un rifiuto pericoloso: se viene smaltito in modo scorretto o impiegato in maniera impropria, può essere altamente inquinante.

Se versato in terra, l’olio usato penetra nel terreno avvelenando la falda acquifera che fornisce l’acqua potabile e quella per l’irrigazione delle colture; se disperso in acqua galleggia formando una pellicola impermeabile che determina la morte, per mancanza di ossigeno, di tutto ciò che vive al di sotto di essa. Se bruciato impropriamente, immette nell’atmosfera sostanze altamente inquinanti.

Per questo motivo il trattamento di queste sostanze richiede un’accurata gestione delle attività di raccolta, selezione e trattamento: ed è questo lo scopo principale del Sistema Consorzio Coou (Consorzio Obbligatorio degli Olii Usati) un’organizzazione quanto mai utile, vigile e garante della salute ambientale e delle persone.

“È importante che nemmeno una goccia d’olio lubrificante usato venga dispersa nell’ambiente e allo stesso tempo che l’olio usato prodotto in Italia resti nel nostro Paese” ha affermato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini visitando lo stand del Sistema Consorzio alla Fiera Ecomondo di Rimini.

“Tutto ciò è importante” ha aggiunto Clini “per accrescere il valore di un rifiuto che si può e si deve trasformare in bene. Il governo italiano, alla luce delle regole imposte dall’Unione Europea, non può adottare misure protezionistiche ma cercherà, anche grazie alla collaborazione del Coou, soluzioni che premettano l’ulteriore sviluppo di un circuito italiano che sia non solo virtuoso, ma anche economicamente vantaggioso”.

Lo scorso anno il consorzio ha recuperato in Italia circa 190mila tonnellate di olio lubrificante usato, la quasi totalità del totale raccoglibile.

“L’88% viene destinato all’industria della rigenerazione” ha spiegato il presidente del Coou Paolo Tomasi “quindi da olio usato si genera olio nuovo, con grandi vantaggi per l’ambiente e per l’economia. L’Italia è leader in Europa del campo della rigenerazione, mentre la gran parte degli altri Paesi ha scelto da anni la strada della combustione. Per questo motivo auspichiamo che la collaborazione con il governo porti a misure in grado di salvaguardare un circuito virtuoso che difenda l’ambiente e privilegi l’indirizzo comunitario della ‘prossimità”.

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