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Sostenibilità ambientale degli edifici: il contributo delle piastrelle

città: Milano - pubblicato il:

L’Unione europea si è impegnata a ridurre del 20 % le sue emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 attraverso varie leve, tecnologiche, economiche e politiche.

Uno dei settori economici che contibuisce maggiormente alla produzione di anidride carbonica è senza dubbio quello dell’edilizia, che incide per il 35% alle emissioni di gas serra e per il 40% ai consumi energetici in Europa.

Pertanto, proprio in questo delicato settore economico la UE ha impostato una politica di sostenibilità delle costruzioni basata su precise normative.

Regolamentazioni che, nel caso di Ceramiche Refin, hanno portato allo sviluppo di una serie di prodotti a vocazione verde e sostenibile come, per esempio, con la tecnologia Ekosan.24, con la quale si è passati dal concetto di piastrella con superficie passiva, che ha unicamente funzione protettiva, a quello di superficie attiva che partecipa alla salvaguardia dell’ambiente.

Ekosan.24 integra nella superficie della piastrella le particelle di biossido di Titanio (TiO2), potenziato da elementi metallici attivi, creando un prodotto fotocatalitico antinquinante, autopulente su facciate ventilate e con un’azione igienizzante contro germi e batteri per 24 ore.

Nello specifico, l’effetto fotocatalitico antinquinante fa sì che la piastrella contribuisca all’abbattimento delle sostanze nocive presenti nell’ambiente (NOx, VOC e PM10); l’effetto autopulente rende la superficie della piastrella super-idrofila, creando una patina d’acqua superficiale che favorisce la rimozione degli elementi sporcanti; infine, l’azione igienizzante è potenziato dagli elementi metallici attivi che agiscono anche in assenza di luce e in ambienti chiusi.

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