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Illuminazione pubblica, perché ci costa così tanto?

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

La pubblica illuminazione, quella che anche il Governo voleva regolamentare per ridurre i costi (ricordate il decreto Cieli bui?), da noi costa tanto, più che in altre nazioni europee; la nostra media pro-capite dei consumi si aggira intorno ai 105 kWh.

In Germania invece, solo per fare un esempio con una nazione virtuosa, il consumo medio è inferiore alla metà, circa 42 kWh ad abitante.

Ovvio quindi che poi il costo dell’illuminazione pubblica sia elevato da noi: i dati parlano di almeno 1 miliardo di euro all’anno, ovvero tra il 15 e il 25% delle spese energetiche totali sostenute di un ente locale (fonte Fire, federazione italiana per l’uso razionale dell’energia).

Chiaro che così non si può andare avanti, soprattutto in momenti di crisi e di riduzione delle spese. Ma perché si spende così tanto? Soprattutto perché gli impianti non sono energeticamente efficienti. Molte innovazioni porterebbero immediati benefici alle casse dei comuni se si adottassero rimedi tecnici alla portata.

Per esempio adottando tecnologie a risparmio energetico quali i Led oppure riducendo l’intensità luminosa, almeno nelle ore in cui il traffico dei veicoli è più scarso. Anche l’uso di alimentatori elettronici permetterebbe di ridurre i consumi di energia elettrica fra il 5 e il 10%, mentre basterebbe installare dei riduttori di flusso per risparmiare dal 15 al 30%.

Per questo motivo, quindi, visto che questa voce di spesa ha un’importanza notevole, circa 30 comuni della provincia di Roma e un gruppo di comuni della provincia di Milano aderenti al Patto dei Sindaci stanno cercando di tenere sotto controllo, quantificandolo e analizzandolo online il proprio consumo energetico e le conseguenti emissioni di CO2.

Attraverso il software EcoREGION e il database della Fondazione Cariplo, sperano di poter presto ottenere una mappa reale delle loro esigenze energetiche, calate sulle diverse caratteristiche del loto territorio, per rendere efficiente anche questo aspetto della loro gestione economica.

è il caso di scrivere, speriamo che facciano presto luce sull’argomento!

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