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Conferenza sul clima di Doha, nuova sconfitta per l’ambiente

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Foto di anncapictures da Pixabay

La conferenza sul clima tenutasi a Doha in Qatar e denominata COP18 si è appena conclusa lasciando l’amaro in bocca alle associazioni che più hanno a cuore il clima e i cambiamenti climatici del pianeta.

Gli impegni del protocollo di Kyoto sono stati riconfermati ma l’unica cosa che resta, nel retrocranio, è soltanto la cifra che la comunità internazionale dovrà spendere entro il 2035 per contrastare efficacemente il disastro climatico a cui stiamo assistendo: 34mila miliardi di dollari.

Non muore la speranza di risolvere i problemi climatici ma certamente la politica dello spostamento, di postporre i problemi senza risolverli non porta molto lontano.

Scrive Greenreport.it nell’articolo Doha. Porta aperta verso il disastro

Due settimane più un giorno di negoziato hanno portato al “Doha climate gateway”, una sorta di ponte verso il nuovo regime climatico che dovrebbe vedere la luce nel 2020 e che dovrebbe tenere a bordo tutti i Paesi, a cominciare dai grandi inquinatori. Nel frattempo ci accontenteremo di un Kyoto 2, confermato nelle sue strutture ma svuotato di contenuti, partecipato da poche nazioni, tra cui Unione Europea e Australia, più interessate ai meccanismi flessibili come il mercato del carbonio che non il taglio delle emissioni vero e proprio.

Che comunque dovrà essere ancora definito nelle sue specificità e nei suoi numeri, a partire dall’indicazione, e dall’auspicio, che il taglio dovrà essere entro il 2020 di una quantità compresa tra il 25 ed il 40% delle emissioni usando come baseline il 1990. L’Europa, senza sforzo, arriverà al 25% quasi certamente (siamo al 17% oggi, grazie anche al calo della produzione legato alla recessione) quindi si capisce poco dove sia la “grande ambizione” sventolata più volte dalla Commissaria al clima Connie Hedegaard, che ha dovuto fare lavoro di cesello all’interno dell’Ue per evitare che la Polonia, poco amica del clima, imponesse i suoi diktat.

E Greenme.it nell’articolo Doha 2012: rinnovato il protocollo di Kyoto, ma la strategia a lungo termine è un fallimento

I rappresentanti dei 194 paesi che hanno partecipato ai negoziati che si sono appena svolti in Qatar hanno sì rinnovato l’impegno al rinnovo del protocollo di Kyoto, in scadenza il 31 dicembre, ma di fatto non hanno raggiunto altri risultati. A Doha è stato concordato un calendario preciso verso l’adozione di un accordo universale sul clima entro il 2015 ed è stato concordato un percorso per aumentare l’impegno per rispondere ai cambiamenti climatici. In pratica, teoria.

Insomma il futuro del clima è ancora nero e troppo poco verde…

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