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Boedilizia: una casa di paglia costa poco e ha tanti vantaggi

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Parlare di case di paglia, in tempi come i nostri in cui l’uso del cemento in città è stato fin troppo abusato, fa quasi sorridere.

Fa tornare alla mente la fiaba dei tre porcellini, in cui per l’appunto la casa più debole delle tre era stata costruita, per l’appunto, utilizzando la paglia. Invece il metodo è serio e la costruzione di case in paglia si può considerare una tecnologia low tech da prendere in considerazione.

Per esempio, lo Studio di architettura sostenibile Filo di Paglia, composto da Sara Bartolini (architetto e facilitatrice), Matteo Pierattini (architetto), Andrea Gilardi (architetto), Francesca Romaniello (designer), ha già realizzato delle costruzioni di questo tipo, progettando e auto-costruendo case in paglia.

La paglia infatti, come raccontato nella descrizione di due loro progetti significativi, è un ottimo isolante ed è un materiale da costruzione di semplice utilizzo, che permmette di abbattere i costi e le esternalità negative delle costruzioni.

Serve infatti poca energia per produrre il materiale, dal momento che è uno scarto della lavorazione di altri materiali, permette di contenere il costo della costruzione, offre un minor costo di gestione dell’edificio e presenta una completa riciclabilità e compostabilità di tutti i materiali a fine vita, abbattendo i costi di demolizione e smaltimento dei resti dell’edificio.

La realizzazione di case di paglia nasce negli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento grazie all’opera di pionieri stabilitisi in una zona povera di pietre e legname. Negli anni settanta poi la tecnica è stata riproposta da Judy Knox e Matts Myhrman con modifiche che la adeguassero alle esigenze moderne. All’inizio degli anni novanta, Barbara Jones ha importato queste tecniche in Gran Bretagna adattandole alle esigenze climatico-ambientali locali. In Italia questo tipo di costruzione ha cominciato a vedersi a inizio degli anni 2000.

 

Per saperne di più abbiamo chiesto a Filo di Paglia qualcosa in più sui due progetti realizzati dal loro studio di architettura.

I progetti illustrati sono 2: per il progetto dell’annesso agricolo dell’azienda agricola in provincia di Firenze lo studio Filo di Paglia ha fatto una consulenza e ha offerto assistenza in alcuni momenti del processo di auto-costruzione. Il cantiere è stato inoltre occasione per l’organizzazione di cantieri scuola.

Il progetto della casa 45K è stato realizzato dallo studio Filo di Paglia e due dei membri del gruppo hanno anche totalmente autocostruito l’edificio, sperimentando altre alla paglia altre tecniche costruttive e particolari finiture per l’interno (pavimenti in terra con la tecnica del tataki, intonaci interni con la tecnica dell’affresco, intonaci del bagno e cucina in tadelakt).

Attualmente stiamo organizzando il cantiere per un’altra casa da noi progettata in provincia di Pisa, che unirà all’architettura naturale in paglia alcuni sistemi di domotica e di gestione computerizzata degli impianti.

Quali sono i vantaggi reali della costruzione in paglia?

La paglia è un ottimo materiale da costruzione poichè ha delle buonissime prestazioni isolanti sia per quanto riguarda l’isolamento invernale che estivo. Il materiale è completamente naturale e non rilascia nell’ambiente domestico nessun tipo di inquinante; inoltre è un materiale molto economico e questo permette di ridurre i costi di costruzione rispetto a una costruzione con le stesse caratteristiche.

La tecnologia inoltre è molto semplice, e come dimostrato dalla casa 45k dà la possibilità al proprietario di autocostruire in parte o del tutto l’edificio (dipende dall’esperienza e dal tempo a disposizione dell’autocostruttore), abbattendo ulteriormente i costi di costruzione.

Quali i punti deboli?

In realtà non ci sono dei veri e propri punti deboli, quanto degli accorgimenti che è importante seguire. Innanzi tutto la fase progettuale è molto importante, l’edificio è un sistema e l’aspetto architettonico non può essere progettato in maniera disgiunta dalla tecnologia che si è scelto. È importante che da subito aspetti tecnologici e architettonici vengano tenuti nella stessa considerazione.

Sempre dal punto di vista progettuale è importante progettare un buon rapporto tra struttura in legno e paglia, poiché alcuni accorgimenti possono semplificare molto le fasi costruttive, riducendo i tempi di realizzazione e quindi i costi. Inoltre una cosa molto importante da sottolineare è che il maggior nemico della paglia è l’acqua. Si dice che una casa in paglia deve avere buoni stivale e un buon cappello.

È importante progettare e realizzare una buona protezione del muro in paglia da terra, per evitare risalita di umidità; ed è importante studiare bene la copertura perchè questa sia efficace nel proteggere il muro. Inoltre gli intonaci devo essere realizzati con materiali altamente traspiranti (argilla e calce) così da evitare formazione di condensa, lo stesso vale per la risoluzione dei problemi di ponti termici.

Ci sono incentivi per realizzare abitazioni di questo tipo?

Per adesso non ci sono incentivi particolari per le nuove costruzioni, se si tratta invece di ristrutturazioni queste possono usufruire di sgravi fiscali per ristrutturazioni e per risparmio energetico.

Da un punto di vista energetico come si pongono costruzioni di questo tipo?

Le murature in paglia sono molto efficienti da un punto di vista energetico. Se con questa domanda ci si vuole riferire alla classe energetica dell’edificio, va specificato che questa si compone di due fattori: l’involucro edilizio e l’impianto, quindi non si può dare una risposta generica.

Le case presentate sul nostro sito si collocano da la classe B alla classe A+ (la casa in provincia di Pisa), sicuramente le prestazioni energetiche delle murature sono molto elevate, ma come detto una casa non è fatta solo di muri! Purtroppo la questione delle classi energetiche viene sempre affrontata in maniera un po’ superficiale, mentre alla sua determinazione concorrono molti fattori. La normativa italiana comunque pone dei limiti di trasmittanza per le pareti, che variano in base alle fasce climatiche, la paglia rispetta di gran lunga questi parametri.

Di seguito riportiamo alcuni esempi di realizzazione di edifici in paglia che lo studio Filo di Paglia ha già messo in opera.

Edificio agricolo in provincia di Firenze

L’edificio è un magazzino ed essiccatoio utilizzato da un’azienda agricola che sulle colline fiorentine produce piante aromatiche e officinali. La scelta di utilizzare la paglia e il legno come materiali da costruzione nasce quindi dalla volontà di trasporre nella costruzione dell’edificio la filosofia dell’azienda agricola che coltiva, secondo i principi dell’agricoltura biologica, piante destinate alla cura e la salute del corpo.

L’edificio si affaccia verso sud su un pianoro aperto, cuore dell’azienda, dove vengono coltivate le piante officinali. A nord si trova la collina, che sale fino a Monte Giovi. La struttura è composta da travi e pilastri in legno di duglasia, opportunamente controventati, mentre per il tamponamento delle pareti sono state impiegate diverse tecniche costruttive.

La parete nord, est ed ovest sono tamponate con balle di paglia, protette sia internamente che esternamente con un intonaco in terra e paglia dello spessore minimo di 4 cm. La parete sud, protetta dai raggi solari estivi grazie alla presenza di un porticato in legno, è invece tamponata con la terra paglia (detta anche terra alleggerita). Questo tipo di tecnica unisce la capacità coibente della paglia con la capacità di assorbimento del calore della terra.

L’utilizzo di questa tecnologia sulla parete sud è finalizzato all’assorbimento del calore dei raggi solari in inverno, per riscaldarne l’interno. L’edificio sarà riscaldato attraverso una semplice stufa a legna. La costruzione dell’edificio è stata inoltre occasione per lo svolgimento di alcuni cantieri scuola che hanno coinvolto professionisti, agricoltori e persone interessante alle tecniche di costruzione con la paglia, la terra-paglia e la realizzazione di intonaci tradizionali in terra cruda.

Casa 45K un’isola altamente efficiente con un minimo budget

Casa 45k è una casa sperimentale, realizzata totalmente in autocostruzione da una giovane coppia, con un budget di 45.000 euro. A un aspetto semplice e compatto dall’esterno corrisponde un’articolazione e originalità degli spazi interni. Infatti l’edificio di 75 mq, si sviluppa su vari livelli realizzati tramite soppalchi in legno, che compongono una spirale ascendente il cui fulcro centrale è la stufa in terra: la zona giorno e servizi sono al piano terra, i piani superiori ospitano, oltre alla zona notte, uno studio di architettura, una delle sedi di Filo di Paglia.

Questo è uno dei primi esperimenti in Italia di utilizzo di murature in paglia rivestite con malte gettate in opera, ispirate a quelle usate nella tecnica canadese del Greb. Quattro sono gli elementi che compongono la casa: paglia, terra, legno e calce. La paglia e la terra utilizzate provengono dalle immediate vicinanze: la paglia è stata raccolta dai campi in cui sorge la casa, l’argilla proviene dall’ampliamento di un laghetto lì presente.

La pianta dell’edificio è semplice e compatta, quindi anche la forma contribuisce al risparmio energetico. Gli affacci e le aperture sono state massimizzate a sud, mentre il lato nord (che ospita scale e servizi) presenta il minor numero di aperture possibile. Il tetto, realizzato con coppi recuperati, è ventilato e isolato in paglia.

Le murature hanno uno spessore di circa 60 cm: si è data molta importanza oltre alle capacità di isolamento dal freddo, garantite dalle presenza della paglia, anche alla massa termica, che garantisce il raffrescamento estivo degli ambienti interni (nei mesi estivi del 2012 la temperatura interna della casa non ha mai superato i 24°C, senza avere un impianto di condizionamento). Il riscaldamento avviene tramite una pompa di calore e la stufa centrale realizzata in muratura e rivestita in terra cruda, che sfrutta il ricircolo dei fumi ai piani superiori.

La casa è dotata di un impianto a isola, cioè non è allacciata né alla rete del gas né elettrica: l’alimentazione dell’impianto di riscaldamento a pompa di calore e dell’elettricità avviene tramite un impianto fotovoltaico. Gli intonaci interni sono di argilla e quelli esterni in grassello di calce; i pavimenti sono realizzati in terra battuta, con la tecnica giapponese del tataki, la cui finitura è realizzata con pigmenti di ossidi e terre.

Le finiture di bagno e cucina sono in tadelak, intonaco marocchino realizzato con calce e finito con un sapone nero prodotto dalla sansa di oliva. Nell’aspetto esteriore l’edificio ricorda i fienili tipici delle Marche, la casa sorge infatti nelle campagne vicine a Cingoli. L’edifico è il primo pezzo della realizzazione di un centro sperimentale per la bioarchitettura e la permacoltura.

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