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Please, un progetto per portare l’energia dove manca

città: Catania - pubblicato il:

progetto-pleaseSono anni, questi ultimi, in cui l’opinione generale considera molto difficile per i giovani trovare e sviluppare idee originali e innovative, sia a causa delle attuali ristrettezze economiche e finanziarie disponibili, sia perché manca in Italia una cultura dell’imprenditorialità e del rischio di impresa.

Eppure, in questo scenario ci sono decine di esempi positivi, di giovani che riescono a proporre le loro iniziative: come nel caso di un giovane ingegnere, laureato presso l’Università di Catania, che ha messo a punto un’idea innovativa che potrebbe rivelarsi in grado di risolvere molti problemi nel campo dell’energia.

Stiamo parlando di Massimo Ortisi che ha collaborato con l’azienda scozzese Pure Energy Center occupandosi di tutte le fasi produttive di un sistema concepito per portare l’illuminazione nelle zone rurali carenti di energia.

È la stessa azienda scozzese che, nel comunicato stampa con il quale presenta il progetto, parla di quanto sia incredibile che tutt’ora nel mondo ci siano più di un miliardo di persone senza elettricità. Il sistema, chiamato The Pure Led and Solar Energy System, più brevemente Please, rappresenta una svolta nel campo dell’illuminazione: infatti, è costituito da un pannello solare, una piccola batteria, un sistema di controllo e una lampada a Led.

In questo modo Please riesce a produrre energia durante il giorno immagazzinando l’elettricità nella batteria poi, grazie al sistema di controllo, durante la notte fa funzionare l’illuminazione. Il sistema, come ricorda l’ingegner Ortisi, rappresenta non solo un’innovazione nel campo dell’energia rinnovabile, ma è un concreto aiuto anche per tutti i villaggi africani, dove l’elettricità è fondamentale, soprattutto per gli ospedali.

Infatti, se prima questa mancanza poteva essere colmata solo attraverso l’utilizzo di sistemi basati su combustibile, soprattutto fossili, ora grazie alle potenzialità di Please esiste una nuova e concreta possibilità, non inquinante oltre che eco-compatibile, per portare l’illuminazione ove necessario.

In ultimo ma non meno importante, questo progetto rappresenta un motivo di vanto, non solo per il suo giovane ideatore, ma anche per tutto l’ateneo catanese e in particolare per il dipartimento di ingegneria elettrica, elettronica e informatica, giacché rappresenta un brillante episodio di successo di collaborazione internazionale e un importante passo avanti per la risoluzione di alcuni problemi che ai nostri occhi sembrano ormai un lontano ricordo ma rappresentano invece una problematica attuale in moltissime parti del pianeta.

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