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Un ponte di legno a campata unica da 82 metri

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

ponte-in-legno-01Quando si parla di grandi opere si pensa alla TAV o al progetto del ponte sullo stretto di Messina. Ma, ovviamente, grande è spesso un parametro relativo alla situazione in cui si opera e anche un ponte di “soli” 82 metri può essere considerato tale.

Ci riferiamo alla realizzazione di un ponte in legno a campata unica avvenuta in Russia, in una località sul Mar Nero, per opera di Wood Beton, azienda italiana specializzata nelle costruzioni in legno.

Il ponte a campata unica è lungo 82,20 metri e collega le sponde di una vallata e viene sfruttato sia per l’uso pedonale sia per quello carrabile: permette il transito di veicoli con peso massimo a pieno carico di 20 tonnellate su 3 assi.

La difficoltà più complessa da affrontare non è stata la progettazione del ponte ma le condizioni del cantiere e i limiti imposti dal contesto: il progetto infatti è stato condizionato dall’impossibilità di lavorare su una delle due sponde collegate dal ponte.

Oltre ai calcoli per la fase statica in fase di esercizio del ponte i progettisti hanno dovuto risolvere strutturalmente e logisticamente anche l’assemblaggio e il montaggio in opera della struttura di legno. Per la fase di varo è stato necessario inutilizzare una procedura rischiosa e azzardata: costruire il ponte in verticale, come fosse una torre per poi ruotarlo di 90 gradi fino ad arrivare a toccare la sponda opposta.

“Dovevamo fare un ponte e io pensavo di farlo in legno. Avevamo dei limiti progettuali, molto stretti: fare un ponte dove si poteva lavorare solo da una parte e dove, essendo vicini alle piazzole dell’eliporto, non si poteva costruire una struttura permanente sviluppata in altezza. Eravamo in stallo con un obiettivo: fare un ponte di quasi 100 metri senza potersi basare su nulla di solido. La soluzione è venuta pungolando l’orgoglio dell’ingegnere. Da lì è partita quasi per scherzo l’idea di costruire il ponte in piedi e poi calarlo dalla parte opposta” racconta Lanfranco Cirillo, l’architetto che ha disegnato l’opera.

La struttura del ponte è stata portata in cantiere a pezzi, solo parzialmente preassemblati. I giunti da realizzare in opera erano del tipo acciaio-acciaio (non legno-legno). Infatti, Wood Beton ha sfruttato una tecnologia che sta adottando ormai da anni: l’unione di carpenteria metallica al legno mediante l’utilizzo di resine epossidiche.

La squadra di montaggio ha assemblato a terra 7 conci tridimensionali con una dimensione massima di 12 metri e un peso massimo di 10 tonnellate. Tali conci sono poi stati assemblati uno sopra l’altro, a partire dalla cerniera di acciaio sulla quale sarebbe stata compiuta la rotazione del ponte.

Per consentire la sovrapposizione dei conci e la realizzazione della torre da 82 metri è stato studiato un apposito traliccio metallico, alto 50 metri, che potesse fare da “rastrelliera” e da ritegno: un ponteggio di tutto rispetto!

Per la fase di rotazione sul punto fisso sono stati impiegati appositi argani: è stato fondamentale analizzare il giro delle funi, le taglie da porre in sommità, la stabilizzazione dei tralicci durante la discesa del ponte e tutto questo gestendo le enormi forze in gioco.

Era chiaro che durante la movimentazione gli elementi del ponte sarebbero stati sottoposti a sforzi non presenti nelle combinazioni di esercizio: progettare il ponte ha significato quindi modellare agli elementi finiti tutte le fasi di varo, progettare ha voluto dire coordinare almeno 7 differenti strutture, relative a situazioni temporanee, appartenenti solo al periodo di costruzione.

Il risultato finale è quelo che vedete nelle immagini in sequenza di questo articolo. Se volete saperne di più potete leggere la descrizione completa dell’opera sul sito della Wood Beton.

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