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Il WWF puntualizza sull’inefficienza dell’efficienza italiana

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

wwf-efficienza-energeticaNon c’è alcun dubbio che in un momento come questo, in cui la crisi economica e l’esigenza di operare dei tagli e dei risparmi mette a dura prova il bilancio di aziende e cittadini, il risparmio energetico dovrebbe essere il primo punto nella piattaforma elettorale dei partiti italiani.

Invece, purtroppo, spesso le iniziative in questo senso mancano o sono affrontate molto superficialmente.

Chi invece non dimentica l’importanza di questi temi è il WWF che infatti ha posto l’efficienza energetica, insieme al 100% di energie rinnovabili, come punto cardine del suo dossier Obiettivo 2050 – Per una roadmap energetica al 2050: rinnovabili, efficienza, decarbonizzazione realizzato da REF -E (Economics Engineering Energy Environment).

In questo documento WWF propone la diminuzione dei consumi del 40% entro il 2050 con una diminuzione dello 0,5% l’anno fino al 2020 e dell’1,2% nel periodo dal 2020 al 2030. Per farlo l’associazione ambientalista proposti una fiscalità taglia-emissioni che regoli, per esempio, l’IMU sulla base della classe energetica della casa, il bollo dell’auto sulle emissioni inquinanti anzichè sui kW del veicolo e che sostituisca l’IVA sui prodotti con l’Imposta di Carbonio Emesso (ICE), ovvero la tassa sul loro contenuto di CO2 nelle varie fasi di processo.

“Tutti parlano e straparlano di efficienza energetica, in Italia, ma i fatti sono ancora decisamente troppo pochi. Anzi, per l’ennesima volta siamo costretti a fare appello al futuro Parlamento perché confermi e renda davvero efficace il 55% di sgravio fiscale per l’efficienza energetica sugli edifici” afferma con forza Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia dopo la presentazione del 2° Rapporto sull’Efficienza Energetica dell’ENEA.

“Va reso merito all’ENEA di mettere i decisori davanti ai dati concreti: le tabelle nell’executive summary dimostrano in modo lampante che dal 1990 il livello di efficienza energetica in Italia è diminuito in tutti i settori. Questo anche a causa di provvedimenti mai coerenti e molto contraddittori. Il successo enorme degli sgravi fiscali del 55% per l’efficienza sugli edifici, per esempio, è sempre destinato ad autodistruggersi entro un certo periodo di tempo, ed è stato minato anche dall’innalzamento degli sgravi per le ristrutturazioni in generale: quale cittadino sceglierebbe di dover dimostrare i propri interventi di efficienza energetica per avere un 55% di sgravi fiscali quando può, molto più facilmente, accedere al 50%? Comunque, tra pochi mesi il 55% per l’efficienza scadrà di nuovo e le defiscalizzazioni per le ristrutturazioni edilizie torneranno al 36%. Insomma, di nuovo del diman non vi sarà certezza e di nuovo dovremo invocare il Parlamento perché faccia una legge che finalmente stabilizzi gli incentivi sulle ristrutturazioni, con una chiara priorità all’efficienza energetica”.

“Eppure, in tempi di crisi occorrerebbe stimolare i cittadini e le aziende a un uso straordinariamente efficiente di tutte le risorse, a partire da quelle energetiche, nell’ambito del più ampio sviluppo di un’economia verde e rigenerativa. Quando non si ha una visione, anzi si contraddicono i propri piani e non si possiede una vera strategia, i risultati sono poi quelli che si evincono dal Rapporto ENEA”.

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