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Incentivi alle rinnovabili, botta e risposta tra Assoelettrica e Aper

pubblicato il: - ultima modifica: 3 Giugno 2020

costo-incentivi-fonti-rinnovabiliNei giorni scorsi Assoelettrica ha pubblicato un esauriente articolo in cui sono stati elencati i costi che sono legati alla concessione degli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’elaborazione è stata compiuta sui dati dell’AEEG e del GSE e quantifica in circa 220 miliardi di euro il costo totale degli incentivi che saranno destinati in Italia alle fonti rinnovabili elettriche dal 2009 al 2032; circa 200 di questi miliardi verranno erogati nei prossimi 20 anni tra il 2013 e il 2032, con un picco di spesa nel 2016, anno in cui si supereranno i 12,5 miliardi di euro di incentivi.

Questi 12,5 miliardi di incentivi che verranno assegnati nel 2016, su cui si sofferma nel finale del suo articolo Assoelettrica,  corrispondono a circa 200 euro per ogni cittadino italiano. Una spesa che a detta dell’associazione delle imprese elettriche, graverà sulle bollette elettriche domestiche per il 22% mentre, per il restante 78%, il costo degli incentivi sarà a carico di industrie, di piccole e medie aziende di tutti i settori, dalla manifattura al commercio ai servizi, e delle amministrazioni pubbliche.

La conclusione del ragionamento è quindi che se solo un quarto del costo degli incentivi peserà direttamente nella bolletta elettrica delle famiglie, i rimanenti tre quarti si rifletteranno in buona parte in un aumento nel costo di prodotti e servizi che le stesse famiglie acquisteranno.

Questa analisi ha però scatenato la reazione di Aper, associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili, che lamenta il fatto che si sia parlato esclusivamente dei costi legati agli incentivi trascurando, invece, di citare tutti i benefici che ne conseguono.

“Aper è fermamente convinta” afferma il presidente Agostino Re Rebaudengo “che le due facce della medaglia (costi e benefici) debbano sempre essere considerate congiuntamente. Aper è altresì fiduciosa che le adesioni ricevute dalle forze politiche rispetto alle 26 azioni proposte per lo sviluppo della green economy, si tradurranno in provvedimenti coerenti”.

Ma quali sono dunque questi benefici per Aper? Eccoli qui di seguito elencati:

  • aumento dell’indipendenza energetica nazionale (meno gas, petrolio e carbone importati)
  • diminuzione dei costi che dovranno sostenere gli impianti termoelettrici nell’ambito del sistema europeo ETS sui diritti d’emissione (costi che pesano sulle bollette)
  • incremento del PIL (le energie rinnovabili generano più ricchezza delle fossili per il Paese) fino a una rilevante crescita occupazionale non solo quantitativa, ma anche qualitativa.

Le stime più prudenti, secondo Althesys, società indipendente specializzata in consulenza e in ricerca nei settori ambientali ed energetici, indicano in almeno 30 miliardi di euro il saldo tra benefici e costi delle politiche già varate.

Quindi, secondo Aper, a fronte dei 220 miliardi di euro concessi con gli incentivi – e a carico di cittadini e aziende – nel periodo 2008-2030, il Paese avrà benefici per quasi 300 miliardi.

“Si tratta di stime che non tengono in considerazione gli impatti sicuramente positivi che lo sviluppo delle rinnovabili ha sul sistema sanitario nazionale e sull’ambiente (meno malattie dovute alle emissioni inquinanti e a effetto serra)” continua Re Rebaudengo “Peraltro i costi, noti da tempo, sono stati messi in sicurezza, come la stessa Assoelettrica evidenzia, dai decreti del ministro Passera dello scorso luglio, che ha fissato chiari limiti di spesa massima annuale”.

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