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Credito al consumo: chiave di volta per il fotovoltaico residenziale

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 15 Marzo 2013

finanziamenti-fotovoltaicoCome aiutare le famiglie italiane a credere nel fotovoltaico? Magari aiutandole a finanziare questo genere di acquisti. Con quali strumenti? Ecco le prime domande che abbiamo posto a un solution provider di fotovoltaico, Centrosolar e a una società finanziaria come Agos Ducato che Green Planner Magazine ha messo “vis à vis”.

Ne emerge un quadro di ottime potenzialità, tutte finalizzate all’adozione e alla diffusione delle tecnologie green in Italia. Ne è convinto Angelo Bussi, amministratore delegato di Centrosolar Italia, che da un anno a questa parte offre ai clienti residenziali prodotti in ambito fotovoltaico abbinati a strumenti finanziari ad hoc.

Bussi lo dice chiaramente “C’è un futuro che va oltre gli incentivi e forse anche oltre i finanziamenti: il domani è legato a una semplice bolletta che pagheremo come quella della linea adsl e che ci permetterà di avere sulle nostre case un sistema di produzione di energia elettrica che ci darà luce sul posto senza neanche pensarci”.

Bisogna ovviamente aspettare la costituzione dei quartieri eco build, gli smart mini grid… Il modello a tendere, quindi, ha ancora qualche anno di incubazione. “2015 credo…” riflette con un certo ottimismo l’ad di Centrosolar. Lui però queste formule negli Stati Uniti le ha già sperimentate anni fa: una Esco costruisce sul tetto un impianto fotovoltaico, ne garantisce il funzionamento e gli utenti si “limitano” a pagarne la bolletta mensilmente.

Per il momento, però, in Italia gli scenari sono ancora quelli tradizionali: la famiglia decide di installare un sistema fotovoltaico sul proprio tetto e lo strumento finanziario a disposizione per eccellenza è il credito ai consumatori in abbinata con la tecnologia

In questo contesto Agos Ducato rappresenta al momento un partner affidabile per diversi operatori primari del settore fotovoltaico. Non sono richieste garanzie reali sul finanziamento; basta identificare il cliente attraverso un documento di identità, il codice fiscale e un documento di reddito e fornire l’attestato della casa di proprietà.

Centrosolar al momento si affida a due realtà che finanziano il suo credito al consumo: Deutsche Bank con il servizio Prestitempo e BPM con il finanziamento Profamily.

“Pensiamo che questa sia la strada per sviluppare un vero ecosistema attorno alle applicazioni solari” è il pensiero di Bussi. La tecnologia ha il suo ruolo fondamentale che deve, però, essere allineata a tutta una serie di altri servizi e facilitazioni inclusi l’autoconsumo, l’energy management…”.

Offrire servizi di credito al consumo nel B2C, o leasing nel caso di clienti industriali vuol, dire anche permettere la diffusione della tecnologia solare.

Ma non solo: “Finanziare gli acquisti” riflette ancora Bussi “ha anche un riscontro positivo sul fronte del canale, penso per esempio agli installatori, quelli che seguono direttamente la vendita locale, che così hanno la sicurezza di essere pagati, mitigando così il profilo di rischio”.

Con un finanziamento le famiglie aggiunge Bussi: “procrastinano la prima rata a sei mesi, non c’è la cessione del credito GSE e possono vedersi finanziare il 100% Iva inclusa. La durata varia, siamo intorno a 10 e 12 anni per un importo che va fino a 70mila euro, che oggi corrispondono a una elevata quantità di kilowatt, superiore addirittura al quadro residenziale, tanto da poter coprire un tetto di una realtà artigianale o agricola”.

Statistiche su casi che non sono andati in porto Centrosolar non ne ha perché la selezione del cliente è già un filtro naturale e “quest’anno prevediamo di installare 4,5 MW di fotovoltaico B2C”.

Tutto così facile? Sì dice Bussi che aggiunge “48 ore sono per avviare la pratica di finanziamento. In questo modo si crea anche un volano. Il flusso è regolare, il prefiltro funziona e la proposta sul mercato si diffonde”.

Che cosa potrebbe essere aggiunto per oliare ulteriormente il meccanismo? “Ben venga la concorrenza e l’offerta di altre società finanziarie” dice Bussi “Profilo geografico differenziato e attrazione sul mercato con tassi magari più competitivi sono ben accetti”.

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