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Smaltimento pannelli fotovoltaici: il GSE accredita Ecolight

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sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Ecolight ha ottenuto dal GSE, gestore servizi elettrici, la certificazione per lo smaltimento dei moduli fotovoltaici a fine vita ed è stato inserito tra i sistemi collettivi che rispondono a tutti requisiti per il corretto trattamento e recupero.

Un processo tutt’altro che scontato visto che alcuni modelli di pannello contengono sostanze inquinanti che nei processi di trattamenti vengono isolate e smaltite correttamente; inoltre grazie alla professionalità delle aziende certificate da questi prodotti a fine vita è possibile ottenere vetro e metalli con elevate percentuali di recupero delle componenti.

Avere identificato i soggetti accreditati per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici non basta e, anzi, apre una serie di interrogativi su questa attività; il mercato del fotovoltaico in Italia ha conosciuto una grande crescita negli ultimi anni e da una veloce stima si può ritenere che in Italia siano stati installati più di 65 milioni di moduli, per una potenza complessiva che si aggira intorno ai 17 Gigawatt.

Quindi circa 1,3 milioni di tonnellate di moduli che nei prossimi 15-25 anni si trasformeranno in rifiuti da raccogliere e da smaltire. E qui arrivano i problemi da risolvere: da metà 2012, per poter accedere alle agevolazioni dei Conti energia, esiste l’obbligo per i produttori di pannelli fotovoltaici di iscriversi a un consorzio che assicuri il corretto smaltimento dei moduli una volta rotti o non più funzionanti. Per i pannelli prodotti prima di questa data manca ancora una certezza normativa sullo smaltimento.

“È un obbligo che interessa gli impianti installati grazie a una parte del quarto e di tutto il quinto Conto energia. Per gli impianti messi in esercizio prima e per quelli che saranno installati una volta esaurito il quinto Conto energia non ci sono certezze.” afferma Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight “A tutti gli effetti questi moduli a fine vita sono dei rifiuti, alcuni anche particolarmente inquinanti. L’ultima direttiva europea li classifica come RAEE, ovvero come rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, quindi indica la strada per un corretto smaltimento. La norma europea però non è stata ancora recepita in Italia; c’è tempo fino al febbraio del prossimo anno. Esiste quindi oggi un problema di chi li smaltirà, ma soprattutto di come questi rifiuti dovranno essere smaltiti. In gioco c’è l’ambiente”.

Ecolight richiama a fare chiarezza su questo punto, non solamente per evitare che i moduli siano raccolti e smaltiti in modo non corretto, con grave danno per l’ambiente, ma anche perché questa fetta di green economy rappresenta un’importante occasione di sviluppo grazie alla creazione di impianti e di sistemi per la raccolta e lo smaltimento.

Difficile ipotizzare un’accelerazione dei tempi per l’adozione della direttiva europea. “Si potrebbe però adottarne una piccola parte” suggerisce Dezio “ampliare il campo dei RAEE ai moduli fotovoltaici a fine vita, così almeno da stabilire il campo normativo di riferimento per il corretto trattamento di questi rifiuti”.

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