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Auto elettriche: quando le imprese danno la scossa al mercato

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In più occasioni ho sostenuto che lo sviluppo della mobilità elettrica passerà in primo luogo dagli investimenti che le imprese faranno per dare la possibilità ai dipendenti di utilizzare auto elettriche, ricaricandole presso le proprie sedi.

Prima ancora delle colonnine pubbliche, quelle private e aziendali sono le vere leve che spingeranno il cambiamento. Ulteriore conferma arriva dalla strategia americana, che parte dal progetto EV Everywhere un impegno formale del Presidente Obama per rendere l’uso delle auto elettriche più economico delle vetture a benzina e a gas, riducendo i costi di acquisto e utilizzo.

Un vero patto industriale, firmato con i più importanti operatori economici e scientifici del paese, guidati dal Dipartimento dell’Energia. In gennaio le prime 13 imprese avevano siglato il Department of Energy’s Workplace Charging Challenge un impegno concreto a investire nelle infrastrutture.

Parliamo di marchi come Google, 3M, GE, Siemens, Verizon, Duke Energy, Eli Lily, Chrysler Group, Ford, GM, Nissan, San Diego Gas & Electric e Tesla. Poche settimane e altrettanti premium brand si sono aggiunti: Coca-Cola, Dell, Facebook, Hertz, AVL, Bentley Systems, Biogen Idec, Bloomberg, Hartford Financial Services Group, National Grid, NRG Energy, Osram Sylvania, Raytheon, Southern California Edison.

Con in più anche le città di Sacramento e la New York Power Authority. L’esperienza è uno dei migliori benchmark internazionali di cui vedremo i risultati già nel corso dei prossimi mesi. In Italia il ministro dell’ambiente Corrado Clini ha lanciato un importante progetto di efficienza energetica, proprio in partnership con le imprese, il Carbon Footprint, finalizzato a costruire modelli di riduzione delle emissioni in diversi settori industriali.

Sarebbe auspicabile estendere quell’impegno anche alla mobilità elettrica, soprattutto in coincidenza con l’avvio nei prossimi giorni degli incentivi economici per l’acquisto di auto ecologiche, lo più destinati alle flotte auto. Ma il commitment statunitense è testimoniato anche dai parlamentari americani: a Washington nei parcheggi di Camera e Senato sono stati installati i punti di ricarica per auto elettriche.

Ma i deputati e senatori che utilizzano le proprie auto a zero emissioni pagheranno 27 dollari al mese (oppure 8 dollari al giorno) per ricaricarle nei garage. Una cifra antieconomica rispetto al costo reale, ma giustificata dalla necessità di coprire l’investimento iniziale. Piccoli segnali di una politica responsabile.

Carlo Iacovini, dopo una laurea in economia, ha progettato un sistema di car sharing elettrico per citycar… ma era il 1996, troppo presto. Carlo vanta 14 anni di esperienza nella consulenza manageriale, in aziende private e pubbliche, è fondatore e responsabile di NGO e progetti internazionali. Collabora con Green Planner Magazine per la stesura di articoli dedicati alla mobilità elettrica.

L’articolo originale è stato pubblicato da IbTimes.com: Auto Elettriche: quando sono le imprese a dare la scossa al mercato

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