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Sistemi di accumulo e rinnovabili, ecco il futuro prossimo

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sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Le fonti energetiche rinnovabili sono il futuro e il loro utilizzo continuerà a crescere nonostante uno dei maggiori ostacoli alla loro diffusione sia costituito dalla mancanza di continuità, soprattutto per quanto riguarda il solare e l’eolico.

Quindi, per poter arrivare a un utilizzo quanto più vicino al 100% di queste fonti pulite è necessario adottare dei sistemi di accumulo che abbiano un ciclo di carica-scarica con il rendimento energetico netto più elevato possibile.

L’accumulo di energia è interessante quando l’energia recuperata utile netta, detratta dell’energia spesa per il funzionamento dei sistemi di accumulo è maggiore del 70% dell’energia in entrata.

Indubbiamente, quindi, il futuro delle rinnovabili è legato a filo doppio allo sviluppo di sistemi di accumulo efficienti che garantiscano la possibilità di avere energia in ogni momento. Su questo tema fondamentale abbiamo quindi sentito il parere di Averaldo Farri, consigliere delegato di Power One Italia, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Quali problemi risolveranno i sistemi di accumulo nell’immediato futuro? Con la loro adozione come potrebbe cambiare il settore dell’auto-produzione di energia?

L’accumulo renderà possibile la programmabilità dell’energia da fonti rinnovabili. Detto in altri termini, permetterà di superare il maggior ostacolo che oggi esiste alla diffusione in vasta scala delle fonti rinnovabili. Se, nel tempo, riusciremo a far abbassare i prezzi dei sistemi di accumulo e a renderli sufficientemente “intelligenti” si potrebbe pensare di raggiungere il 100% di produzione di energia da rinnovabili, almeno per quello che riguarda gli usi domestici e industriali nel nostro paese.

Per ciò che riguarda l’autoproduzione di energia, questo è un modello che deve imporsi nel Paese, se vogliamo che il settore energetico evolva e si affranchi gradatamente dalle fonti fossili. È chiaro che senza un sistema di accumulo, che permetta l’erogazione dell’energia quando serve e per 24 ore al giorno, nessun tipo di autoproduzione dell’energia in larga scala può essere possibile.

Power One prevede di produrre sistemi di accumulo anche in Italia?

Sì. La risposta è sì. Inizialmente si tratterà di una produzione limitata all’assemblaggio e al test dei sistemi di accumulo, per arrivare, nell’arco di un paio d’anni, a una produzione vera a propria di tutte le parti componenti il sistema. Dobbiamo maturare certe conoscenze tecnologiche che adesso non possediamo ed è per questo che pensiamo di impiegare un paio d’anni prima di riuscire a produrre tutto il sistema interamente in Italia.

Che numeri di mercato prevedete?

Noi ci aspettiamo che l’accumulo in Italia cominci a numeri relativamente bassi. Possiamo pensare a 250-300 MW all’anno. Ma se consideriamo che abbiamo circa 17 GW di installato fotovoltaico, non è sbagliato pensare a un mercato che potrebbe situarsi intorno a 1 GW all’anno dopo che avremo raggiunto un livello di prezzo adeguato e competitivo. Ci vorranno dai tre ai cinque anni per arrivare a quel livello e quindi a un mercato maturo per i sistemi di accumulo.

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