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A Bologna si fa sul serio con le energie rinnovabili

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Ottobre 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

È di qualche giorno fa la notizia che il capoluogo emiliano ha lanciato un bel progetto per eliminare l’amianto dai tetti della città favorendo il fotovoltaico. Sul piatto ci sono 13,5 milioni di euro…

Noi di Green Planner Magazine abbiamo approfondito il tema scoprendo che ci sono opportunità anche per altre fonti rinnovabili. Il tutto a portata delle famiglie e dei condomini che vogliono fare sul serio…

Così abbiamo rivolto diverse domande all’assessore all’urbanistica e all’ambiente Patrizia Gebellini. Ecco cosa ci ha risposto.

Fotovoltaico sui tetti di una città: quali sono gli eventuali ostacoli da superare?

In una città come Bologna il fotovoltaico è la principale risorsa per la produzione locale di energia. L’uso della biomassa è limitato dagli impatti sulla qualità dell’aria mentre per quanto riguarda il vento, se si escludono i crinali appenninici, il nostro territorio non ha velocità e frequenze adeguate per una produzione continuativa.

Gli incentivi sul fotovoltaico degli anni passati hanno prodotto impianti di dimensioni rilevanti su terreni agricoli. Questo fenomeno è stato molto contenuto a Bologna mentre noi abbiamo scommesso, con il nostro PAES, sull’integrazione diffusa di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici come uno degli elementi caratterizzanti della svolta energetica che stiamo promuovendo.

Venendo agli ostacoli, mi sembra che le due questioni più rilevanti da affrontare siano il frazionamento della proprietà e l’accesso al credito. Per quanto riguarda il frazionamento della proprietà, a Bologna, non diversamente che in altre parti d’Italia, oltre il 60% degli alloggi è di proprietà di chi li abita. Sono in gran parte condomini dove la decisione sul “se” e “come” intervenire per la rigenerazione energetica è sempre un processo difficile e dagli esiti incerti. Non meno complesso è il tema dell’accesso al credito perché il costo degli interventi è un elemento cruciale e spesso problematico.

Avete valutato l’impatto sul centro storico?

Gli strumenti di pianificazione e di governo del territorio del Comune cercano di promuovere la vitalità e la vivibilità anche della città storica pur tutelando gli edifici di interesse storico architettonico e il paesaggio urbano.

Il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE), approvato nel 2009, consente la realizzazione di impianti fotovoltaici anche sui tetti degli edifici classificati purché non sulle falde principali o affacciate sulla viabilità pubblica.

L’operazione potrà essere fatta anche sui condomini?

La rigenerazione energetica dei condomini è uno degli obiettivi del PAES, quindi il progetto è rivolto anche ai condomini.

Come avete selezionato i fornitori?

Il progetto è stato condiviso con le associazioni di categoria, CNA e Unindustria, con le quali abbiamo definito una checklist per la qualifica dei fornitori. Alcuni criteri sono di selezione sono stati: l’iscrizione alla Camera di commercio; l’impiego di lavoratori regolarmente assunti, dotati di tesserino di identificazione; il possesso della documentazione DURC.

I fornitori dovranno autodichiarare il possesso dei requisiti e saranno oggetto di controlli a campione. In aggiunta abbiamo previsto un modulo da sottoporre ai clienti per verificare, a lavori fatti, il livello di soddisfazione.

Di fatto una famiglia come deve operare per accedere al “pacchetto” che avete messo a punto?

Contattando una delle aziende presenti nella lista che pubblicheremo sul sito internet del comune. Il preventivo sarà fatto (prudenzialmente) utilizzando i prezzi massimi indicati nella tabella allegata al progetto e quindi secondo un tariffario trasparente.

Nel Paes che avete delineato c’è spazio per altre tecnologie rinnovabili che pensate di poter proporre ai vostri cittadini?

L’innovazione tecnologica è una delle grandi opportunità per raggiungere gli obiettivi del PAES, ma siamo consapevoli che l’innovazione richiede tempo mentre la scadenza del 2020 ci costringe a pensare a ciò che si può fare subito. Per quanto riguarda le rinnovabili, oltre al fotovoltaico, il PAES guarda con grande attenzione alla diffusione dei biocombustibili nella mobilità e all’introduzione diffusa di pompe di calore e geotermia negli interventi edilizi.

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