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No a incertezza normativa e retroattività nei dazi verso il fotovoltaico cinese

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Foto di anncapictures da Pixabay

Gifi, Assosolare e APER, che rappresentano l’industria fotovoltaica italiana, si sono espresse insieme a riguardo della questione legata ai dazi verso i prodotti cinesi ritenendo che l’incertezza normativa e la retroattività nella loro applicazione non aiutano un mercato che, anche a causa dell’effetto degli incentivi quasi scaduto, fa fatica.

Secondo le tre organizzazioni infatti, i dazi allontanerebbero il settore da quella grid parity che per la maggior parte degli operatori appare ormai a portata di mano. Preoccupano, inoltre, i tempi e i modi di applicazione: la Commissione potrebbe infatti decidere a giugno di riscuotere i dazi dagli importatori in maniera retroattiva sui pannelli registrati da inizio marzo.

Inoltre, il loro ammontare definitivo, se saranno ritenuti necessari, sarà fissato solo alla conclusione dell’indagine prevista per dicembre. Per questo le tre associazioni pensano che qualsiasi decisione debba avere effetto solamente a partire da quella data.

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“Le incertezze applicative hanno già avuto come effetto quello di bloccare i finanziamenti di molti progetti con conseguenze molto pesanti per gli operatori. Infatti tale provvedimento ha già messo in difficoltà numerosi imprenditori, che si trovano quotidianamente a combattere contro continue modifiche normative e regolatorie, in un settore già in grossa difficoltà”.

“Non va dimenticato poi come la filiera del fotovoltaico sia rappresentata da tanti anelli: dai produttori di energia agli installatori, dai fornitori di altre componenti agli studi di progettazione. Con l’incertezza attualmente introdotta, il mercato europeo del fotovoltaico potrebbe altresì subire una contrazione dell’occupazione, stimata in oltre 200mila addetti e una perdita del valore aggiunto lungo la catena del valore del FV e del relativo indotto nell’economia della UE”.

“L’intenzione di proteggere la produzione europea mette in difficoltà molti imprenditori nazionali del fotovoltaico e, alla fine dell’indagine, il risultato potrà generare alla molteplicità delle aziende danni che risultano ben superiori ai benefici acquisiti da una parte minoritaria di esse”.

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