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In mostra le opere del progetto RAEE in Carcere

pubblicato il: - ultima modifica: 9 Aprile 2013
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Foto di anncapictures da Pixabay

I rifiuti elettronici diventano oggetti d’arredo, installazioni e monili: la mostra opeRAEE, esercizi artistici di recupero degli apparecchi elettrici ed elettronici, realizzata dal progetto interprovinciale RAEE in Carcere con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Giustizia, i contributi del consorzio Ecolight e di Hera Spa e con la collaborazione dell’associazione Recuperiamoci è stata inaugurata a Bologna.

L’esposizione testimonia l’attività dei laboratori RAEE in Carcere di Bologna e Forlì e la creatività sviluppata dai detenuti parallelamente ai processi di trattamento dei rifiuti elettronici. Lavatrici, cellulari, asciugacapelli e computer hanno trovato nuova vita nella mostra: le loro componenti sono state smontate e riassemblate dando origine a giostre, lampade, oggetti di design e gioielli.

“Questi oggetti rappresentano un altro elemento di valore del progetto RAEE in Carcere. Accanto alle finalità sociale e ambientale si pone un certo valore artistico” osserva Pietro Buffa, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria dell’Emilia Romagna “Iniziative come queste non solo valorizzano i progetti di inclusione sociale, ma portano a rafforzare il legame tra la struttura carceraria e la città. Individuare soluzioni e percorsi efficaci per promuovere e incrementare l’inclusione sociale e lavorativa delle persone detenute ed in misura alternativa previene il rischio di reiterazione del reato”.

Gli oggetti esposti, hanno una loro storia e raccontano le storie delle persone detenute che li hanno realizzati.

“Alla base delle opere c’è il concetto che ogni rifiuto può avere una nuova vita e trasformarsi in opera d’arte che tutti possono apprezzare e ammirare, così come può nascere un nuovo uomo da una vita ai limiti” affermano Manuela Raganini, presidente della cooperativa sociale Gulliver di Forlì, e Daniele Steccanella, responsabile laboratorio RAEE della cooperativa sociale It2 di Bologna, che hanno curato l’allestimento della mostra “Lo stimolo al visitatore, attraverso la bellezza delle opere esposte, è quello di imparare a concedere una seconda possibilità come presupposto essenziale di rinascita”.

Del resto, il progetto RAEE in Carcere si muove proprio nell’ottica di essere un’occasione di reinserimento sociale per persone svantaggiate. La mostra rimane allestita fino al 22 aprile con apertura dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17. L’ingresso è libero.

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