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Sagron Mis, via al progetto per la torre di osservazione del territorio

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Ottobre 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

Dal 26 giugno 2009 le Dolomiti sono diventate patrimonio naturale dell’Unesco e tutto il sistema dolomitico è stato classificato in nove aree per le cinque province: Belluno, Trento, Bolzano, Udine, Pordenone. In questo scenario si colloca il progetto per la realizzazione di una torre di osservazione del territorio.

La torre vuole diventare un punto di partenza e di osservazione privilegiato per il sistema Dolomiti Unesco, di cui Sagron Mis è la porta di accesso dell’area 3. Per la comunità valligiana questo progetto permetterà una reale possibilità di crescita in un’ottica di rispetto dei valori ambientali presenti e di coerenza con il disegno di sviluppo complessivo nel settore turistico, economico e sociale dell’intera vallata del Mis.

La torre, una volta conclusa, sarà alta 32 metri e sovrasterà il territorio di Sagron Mis; i lavori inizieranno in primavera per chiudersi entro la fine dell’anno. La torre, con il suo punto di osservazione e una parete per l’arrampicata, andrà ad arricchire il patrimonio turistico della località alpina e sarà meta privilegiata per gli amanti delle Dolomiti, che potranno godere di una panoramica diurna e notturna delle vette più belle d’Europa, dal 2009 decretate patrimonio naturalistico dall’Unesco.

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L’osservatorio, diurno e notturno, sarà denominato T3, acronimo di torre e gruppo 3 del sistema dolomitico, adatta anche all’arrampicata, che diventerà il fulcro di diversi obiettivi che l’amministrazione comunale si è posta dal momento in cui l’ha ideata.

All’interno del progetto che ha dotato Sagron Mis di strutture specifiche quali la nuovissima Baita Sagron Mis – Dolomiti, con l’adiacente biolago e la ex cava di inerti recentemente recuperata, la torre è stata infatti pensata per amplificare la visibilità del contesto dolomitico in cui ricade la valle del Mis e lo stesso comune di Sagron Mis.

 

Con l’osservatorio sommitale fissato a 22,60 metri, la torre T3 salirà fino a un’altezza di 32,29 metri, terminando con un’asta parafulmine sormontata da un simpatico gufo girevole e sarà dotata, alla sua base, di uno spazio espositivo. La scelta di materiali di costruzione quali cemento armato, legno e alluminio è il frutto di uno studio mirato a ottenere i minori costi di gestione della struttura.

Imparare a dialogare con la natura per quanto più possibile, incorporandone i principi come fondamento della progettazione, sono le basi per la pelle traslucida della torre; legno di larice non trattato, alluminio riflettente, piante rampicanti, giochi di trasparenza luminosa creeranno la completa integrazione della torre con la natura circostante rendendola parte dello scenario naturalistico, nel rispetto della politica di difesa e promozione della regione.

L’accesso alla torre è consentito anche ai portatori di disabilità grazie a un ascensore che dalla base consente di arrivare fino alla coffa, dove è situato il punto di osservazione. Su uno dei due lati sarà collata la parete di arrampicata artificiale, attrazione per i tanti appassionati di questo sport.

L’osservatorio è situato in una posizione privilegiata tale da consentire una panoramica sulle meravigliose vette delle Pale di San Martino e sul Cimonega, oltre che su tutto il territorio circostante con la flora e la fauna caratteristiche dell’ambiente dolomitico. Per questo Sagron Mis diviene luogo strategico per osservare e godere dell’intero paesaggio montuoso.

Saranno inoltre predisposti dei visori a infrarossi per consentire una visione anche notturna dello splendido scenario e degli animali che stanziano e transitano fra i parchi Paneveggio Pale di San Martino e Dolomiti Bellunesi. La torre T3 diventerà inoltre il portale d’ingresso del sentiero interpretativo, anello della lunghezza di 7 Km, che recentemente è stato dotato interamente dei totem, i quali trattano, a seconda del luogo in cui sono posizionati, di quattro temi rappresentativi di questa piccola realtà trentina: legno, erba, alpinismo e geologia.

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