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Case history: la plastica naturale delle bottiglie Sant’Anna BioBottle

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Foto di anncapictures da Pixabay

Il 15 maggio avrà luogo la terza edizione dello European Annual Meeting L’Umanesimo verde. GO-GREEN 3.0, organizzato dal Green Management Programme della Fondazione Istud e dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico.

L’incontro, rivolto a economisti e dirigenti d’impresa, manager e imprenditori, ha l’obiettivo di analizzare le condizioni attuali del sistema per valutare e trovare strade alternative per renderlo competitivo a livello internazionale con particolare attenzione alle tematiche green.

Per questo nel corso del meeting, che si terrà presso il Centro Svizzero di Via Palestro a Milano a partire dalle ore 9.30, a cui sono stati invitati anche il Ministro dell’Ambiente e il Ministro dello Sviluppo Economico, si parlerà di edilizia sostenibile, di riutilizzo dei rifiuti, di risparmio alimentare, di un miglior uso dell’acqua, di smart city e della nuova vita delle rinnovabili, di chimica verde e di ciclo rivoluzione.

In questo workshop è stato chiamato a presentare la propria testimonianza Alberto Bertone, amministratore delegato e presidente di Acqua Sant’Anna, che parteciperà alla sessione intitolata Tendenza eco-friendly per raccontare la case history di Sant’Anna Bio Bottle.

Sant’Anna BioBottle è la prima bottiglia di acqua minerale realizzata interamente con una plastica naturale che si ricava dalla fermentazione degli zuccheri delle piante anziché dal petrolio. L’innovativa bottiglia permette di risparmiare risorse non rinnovabili e di abbattere le emissioni di CO2 in atmosfera preservando al tempo stesso in modo ottimale le caratteristiche del prodotto.

Alla voce di Alberto Bertone sarà inoltre affidato il compito di raccontare tutto ciò che l’azienda a oggi fa in termini di sostenibilità: dall’utilizzo della logistica su rotaia per il trasporto dell’acqua da Vinadio a tutta Italia, alla movimentazione merci gestita da robot a guida laser elettrici che ricaricano autonomamente le batterie e non a gasolio.

Lo stabilimento di Vinadio è stato ristrutturato secondo scelte architettoniche ecocompatibili con l’ambiente, con materiali di legno e pietra, e il calore prodotto dai macchinari di produzione viene canalizzato e utilizzato per il riscaldamento dello stabilimento e degli uffici.

Acqua Sant’Anna ha anche progettato e brevettato il primo imballo invisibile che punta all’impatto zero e ha adottato per prima la tecnologia S.U.P.E.R, che combina i filetti del collo della bottiglia con tappi di peso estremamente ridotto sempre per un utilizzo ridotto e responsabile dei materiali.

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