Home News Fotovoltaico, l’indagine europea rivela violazioni commerciali cinesi

Fotovoltaico, l’indagine europea rivela violazioni commerciali cinesi

città: Europa - pubblicato il:

Dopo nove mesi di indagine, la Commissione Europea ha concluso, in un documento di 43 pagine, che i produttori cinesi di pannelli solari vendono a circa la metà dei costi totali di produzione; il dazio europeo anti-dumping dovrebbe essere dunque calcolato quasi al 100%, ma la Commissione ha imposto, a partire da agosto, dei dazi pari solo al 50% dovuto al principio dei dazi più bassi dell’UE.

Secondo Milan Nitzschke, presidente dell’associzione EU ProSun che da mesi si batte per l’introduzione di dazi commerciali rivolti ai produttori cinesi, avere introdotto inizialmente un dazio basso farà in modo che le importazioni dalla Cina rallentereranno leggermente, ma questo permetterà comunque al settore solare europeo di tornare in campo, alla pari.

I dazi europei anti-dumping provvisori sulle importazioni cinesi saranno applicati da domani; la Commissione Europea ha infatti pubblicato i risultati dell’indagine anti-dumping relativa all’importazione dalla Cina di moduli fotovoltaici e componenti chiave.

I risultati sono chiari: i produttori cinesi violano la legge sul commercio internazionale vendendo sottocosto nel mercato europeo, causando gravi danni ai produttori locali. Pertanto la Commissione imporrà 6 dazi anti-dumping provvisori compresi tra il 37 e il 68% sulle importazioni solari dalla Cina soggette a dumping.

A partire da agosto tali dazi colpiranno pannelli, celle e wafer solari. Al fine di dare alla Cina un termine ultimo per le negoziazioni, la Commissione stabilirà dei dazi al 11,8 percento fino ad agosto. Qualora non si raggiunga tale accordo, verrà applicato l’intero dazio. Entro dicembre gli stati membri dell’UE dovranno decidere delle misure definitive di difesa commerciale.

“Oggi è il primo passo più importante dopo tre anni di dumping cinese che ha causato la perdita di lavoro a migliaia di europei e la chiusura di 60 aziende europee delle quali 30 solo in Germania. Il risultato finale dell’indagine sarà l’adozione di misure efficaci sulle tariffe o una soluzione negoziata con la Cina. È fondamentale che la Cina blocchi il dumping. Non appena verrà interrotto il dumping illegale, il settore solare europeo potrà tornare a essere pienamente competitivo” afferma Milan Nitzschke, Presidente di EU ProSun.

I produttori europei di pannelli solari vedono positivamente le negoziazioni previste tra la Cina e la Commissione Europea.

“Nei prossimi due mesi, la Cina deve fare proposte importanti, inclusa la cessazione definitiva del dumping distruttivo. In caso contrario, saranno applicate automaticamente le tariffe più alte” conclude Nitzschke.

La commissione respinge le paure che le misure anti-dumping possano rallentare il mercato dei pannelli solari oppure danneggiare gli installatori o fornitori europei. Al contrario, l’UE prevede il ripristino di una concorrenza leale e quindi una maggiore varietà di produttori e una crescita di lavoro a lungo termine nel settore solare europeo.

L’anno scorso, in America, l’introduzione di misure anti-dumping contro la Cina non hanno portato a un calo nel mercato, ma piuttosto a un’espansione dello stesso. Una concorrenza leale, piuttosto che il dumping, ha portato a prezzi più bassi e maggior lavoro nel settore solare americano.

Nitzschke ha commentato “Gli argomenti delle lobby sostenute dai cinesi sono assurdi e un insulto alle reali capacità tecnologiche europee. Dire che uno spostamento verso l’energia solare è possibile solo con beni soggetti a dumping equivale a dire che le prestazioni sportive sono possibili solo con il doping. Dumping significa frode e distrugge concorrenza e mercati. Con una quota di mercato di oltre l’80%, la Cina è oggi sempre più vicina a un monopolio”.

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