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Detrazioni sul recupero edilizio, spinta verso la grid parity

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sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Com’è noto, il Consiglio dei Ministri ha confermato fino al 31 dicembre 2013 la detrazione Irpef del 50% sulle spese di ristrutturazioni edilizie in Italia, posticipando il passaggio al 36% che sarebbe dovuto scattare a luglio.

Un provvedimento che recepisce la direttiva europea 2010/31/UE e che mira a dare un’adeguata risposta alla necessaria e urgente esigenza di favorire la riqualificazione e l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano, in conformità al diritto dell’Unione Europea con l’approssimarsi della scadenza di quelli in corso.

Al beneficio delle detrazioni, per gli immobili a prevalente uso abitativo si aggiunge il beneficio dell’IVA al 10% anziché al 21%. Le detrazioni del 50% non sono da confondersi con le detrazioni fiscali al 65% (portate dal 55% e prorogate anch’esse fino al 31 dicembre 2013) per il risparmio energetico.

Lo sgravio fiscale del 65% vale per gli impianti solari termici per la produzione di acqua calda e per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici.

Il decreto legge in questione ha l’obiettivo di promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici, favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, sostenere la diversificazione energetica, promuovere la competitività dell’industria nazionale attraverso lo sviluppo tecnologico e conseguire gli obiettivi nazionali in materia energetica e ambientale.

Gli impianti fotovoltaici rientrano tra gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici e al recupero del patrimonio edilizio esistente che dunque possono accedere alle detrazioni del 50% per un massimo di spesa di 96.000 euro per singola unità immobiliare.

La Direzione Centrale Normative dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato lo scorso 2 aprile, la risoluzione n. 22/E, che, entrando nello specifico, stabilisce che per beneficiare della detrazione fiscale, attualmente al 50%, l’installazione dell’impianto fotovoltaico deve essere direttamente al servizio dell’abitazione del contribuente per fini domestici come per esempio quelli di illuminazione o alimentazione di apparecchi elettrici.

Per quanto riguarda i piccoli impianti fotovoltaici, la detrazione abbinata allo scambio sul posto per certi impianti è decisamente conveniente: un vantaggio economico cui si aggiunge un procedimento burocratico più semplice, l’eliminazione degli oneri amministrativi e dei criteri di priorità per l’iscrizione al registro.

L’effetto concentrato nel tempo della proroga può dare un forte impulso all’economia di settore e in particolare al comparto dell’edilizia specializzata, concorrendo in questo momento di crisi al rilancio della crescita e dell’occupazione e allo sviluppo di un comparto strategico per la le energie rinnovabili.

In vista dell’imminente termine del regime incentivante e del passaggio a una nuova fase che si deve per tutti leggere come risparmio e non più come ricavo, servono da parte delle aziende del fotovoltaico nuovi prodotti, con soluzioni complete e con una nuova organizzazione, in grado di soddisfare al meglio il principio della Grid Parity, prossimo passo allo sviluppo di un mercato che non avrà un tempo come limite.

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