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Risparmio energetico: diffondere la cultura dell’autoconsumo

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sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Il fotovoltaico va guardato sotto una nuova luce vista l’evoluzione delle politiche relative agli incentivi; non più come un investimento che si sostiene soprattutto grazie al finanziamento del Conto Energia, ma soprattutto come un’occasione di fare risparmio energetico vero, attraverso l’autoconsumo.

Impianti fotovoltaici ed efficienza energetica sono argomenti noti agli addetti ai lavori. Occorre però fare cultura e approfondire i concetti con l’obiettivo di fornire informazioni utili ai consumatori affinché possano capirne i vantaggi e godere dei benefici. L’energia prodotta da un pannello solare installato sul tetto di un edificio è indiscutibilmente energia utile.

Ma quali sono i parametri da prendere in considerazione per raggiungere un risparmio energetico efficace? Una corretta lettura della bolletta elettrica potrebbe essere un buon punto di partenza.

Le bollette elettriche (business o residenziali) seguono normative a livello nazionale e, indipendentemente dal gestore, funzionano tutte alla stessa maniera. La conseguente lettura e comprensione dei valori economici applicati in base al consumo dovrebbe essere un dato semplice da intendere.

Molto spesso però si crede che prelevare energia forfettaria dal contatore equivale a 0,18 o 0,20 euro per kWh (kilowattora = unità di misura utilizzata per misurare l’energia elettrica, definizione ben diversa da kW ovvero, potenza erogata dal contatore).

In genere, l’utenza è portata a credere che la convenienza sia determinata dall’utilizzo di energia elettrica nelle ore notturne, anziché durante il giorno: tutto vero, ma il risparmio è quasi nullo, impercettibile.

Un consumo intelligente comporta risparmi notevoli in bolletta e la prima valutazione va fatta sugli elettrodomestici utilizzati quotidianamente; un vecchio frigorifero, per esempio, magari categorizzato in classe G o F consuma molto e se lo sostituiamo con un prodotto più recente di classe B o classe A, la spesa conduce a un risparmio ipotizzabile in un centinaio di euro all’anno.

Ma non solo. Le comuni lampadine a incandescenza da 100 watt (ancora in commercio in Italia nonostante il divieto all’utilizzo derivante da una recente direttiva europea) hanno un costo di acquisto ridotto, ma consumano molto; un’alternativa valida è rappresentata dalle lampadine a led, anche se un po’ diverse nella resa di illuminazione rispetto a quelle a incandescenza.

Ma vogliamo fornire un parametro di confronto concreto: una lampadina a incandescenza a 60 watt si può sostituire con una lampada a basso consumo a led da 7 watt che produce la stessa illuminazione di quella da 60 watt, un costo di acquisto maggiore, ma un consumo ridotto del 90% (e un risparmio del 50% rispetto alle lampade a basso consumo da 15 watt).

Il medesimo concetto è applicabile e riferibile a un impianto fotovoltaico: il metodo migliore è non consumare, ma nello specifico essere preparati a produrre e utilizzare la propria energia.

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