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Il ruolo dell’Italia nel mercato dei sistemi di accumulo

pubblicato il: - ultima modifica: 10 Ottobre 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Quello dell’accumulo sarà un mercato “made in Italy”? Continua l’intervista di Green Planner Magazine a Nicola Cosciani, presidente del Gruppo Sistemi di Accumulo – gruppo merceologico sull’accumulo elettrochimico di Anie, nonché amministratore delegato di Fiamm Sonick, direttore della Business Unit Energy Storage Solution.

Tutti i diversi attori del settore convengono sul fatto che rispondere presto e in modo sistemico ed efficiente alle sfide dell’integrazione delle fonti rinnovabili (non programmabili o poco programmabili, eolico e fotovoltaico in primis) nella rete elettrica è oggi una delle priorità della nostra strategia energetica per il prossimo decennio.

A questo appello vengono chiamati tutti i comparti tecnologici coinvolti nella filiera dell’energia e al fianco dei tradizionali componenti di sistema si comincia a esplorare la possibilità di accumulare energia in grandi quantità (in modo centralizzato o distribuito) per consentire il disaccoppiamento tra generazione e consumo.

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Comparti e filiere, quelle dell’industria elettrica, elettrochimica ed elettrotecnica che risultano per fortuna ben presenti nel nostro Paese e assolutamente ben posizionati nel pur complesso e difficile mercato mondiale delle tecnologie dell’electrical energy storage e delle smart grid.

Quindi le possibilità che il mercato in questione possa essere per una volta un mercato a leadeship italiana sono effettive e concrete.

Quali le spinte decisive? E da parte di chi?

Un elemento chiave che può favorire la ricerca tecnologica e il raggiungimento dei volumi necessari alla maturazione delle soluzioni d’avanguardia è l’attenzione crescente verso i sistemi di accumulo elettrochimico a livello istituzionale, del TSO e dei principali DSO, in risposta a problemi di power quality, servizi intermittenti di erogazione di energia, programmi di adozione massiccia di generazione da rinnovabili, elettrificazione di aree rurali.

Infatti, nell’ambito delle strategie di rinnovamento della rete di trasmissione e distribuzione nazionale, sta acquisendo in anni recenti crescente rilevanza la componente relativa alle attività non tradizionali (sistemi di accumulo e attività non regolamentate).

In tale ambito i programmi di sviluppo di Terna (piano sviluppo rete 2011-2102 e piano di difesa 2012) e di Enel Distribuzione rappresentano il presupposto alla creazione di un mercato elettrico più sicuro, bilanciato ed efficiente e un imprescindibile volano di sviluppo industriale per tutto il comparto elettrico nostrano.

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Insomma, lo stoccaggio è una tappa imprescidibile?

In questo scenario lo sviluppo delle fonti rinnovabili resta per il nostro Paese un percorso necessario e obbligato. Sebbene le misure di incentivo diretto adottate nel recente passato siano state certamente onerose per le bollette dei consumatori, esse hanno garantito il rispetto degli obiettivi vincolanti comunitari (pacchetto Energia-Clima 20-20-20) e hanno fornito un contributo rilevante alla ridefinizione del mix energetico nazionale.

Ciò nonostante, la bilancia commerciale italiana di comparto sconta a oggi il drammatico saldo negativo di oltre 16 miliardi di euro derivanti dalla mancanza di programmazione e dalla conseguente scarsa capacità di risposta tecnologica dell’industria nazionale.

Le aziende italiane infatti si sono concentrate sulle fasi a valle della filiera, quelle a minor margine di profitto. Inoltre la quota di risorse destinate all’innovazione tecnologica e allo sviluppo della capacità manifatturiera è stata esigua.

Ora che le politiche di sostegno allo sviluppo delle rinnovabili cominciano a determinare effetti significativi sul sistema elettrico globale, diviene centrale il ruolo dei sistemi di stoccaggio (dove vantiamo come Paese per fortuna una posizione di leadership a livello globale) affinché la generazione non tradizionale e gli altri ambiti citati sopra, contribuiscano positivamente alla determinazione dell’equilibrio fra la domanda e l’offerta di energia elettrica, nella previsione delle richieste di consumo e nella gestione dei picchi.

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