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Energie rinnovabili, la vera svolta arriverà dai militari

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Ottobre 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Le strategie militari degli Stati Uniti sono ovviamente avvolte nel segreto, ma al contrario l’intenzione del comando militare statunitense di usare le energie pulite e rinnovabili in modo sempre più massiccio è chiara e offre alle aziende specializzate nel campo, siano esse startup piuttosto che aziende affermate, un’ottima opportunità di crescita.

E non è soltanto sui tetti delle strutture militari che si gioca la partita commerciale e tecnologica, ma anzi lo è soprattutto sul campo di battaglia dopo i vertici militari hanno la necessità di utilizzare energia pulita come strumento strategico per il combattimento off-grid.

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Nel suo piano per la lotta contro il cambiamento climatico il Presidente Obama ha ribadito come il dipartimento della difesa preveda di installare 3 GW di energia pulita presso le sue strutture entro il 2025.

Allo stesso tempo, nel Nuovo Messico, la società SolarCity ha recentemente installato pannelli solari su 600 case militari come inizio di un piano quinquennale più ampio per dotare circa 120.000 case di militari in tutto il Paese di pannelli fotovoltaici.

Ma i militari sono soprattutto interessati al concetto di microgrid, ovvero all’installazione di apparecchiature per generare e accumulare energia elettrica all’interno di una rete autosufficiente all’interno di una base.

L’obiettivo è quello di essere autosufficienti in caso di blackout o quando altri problemi, per esempio attacchi terroristici o naturali, possono tagliare fuori le installazioni militari dalla normale rete elettrica.

“Ogni singola base militare negli Stati Uniti punta a crearsi una sua propria microgrid” ha affermato Peter Asmus, analista di ricerca Navigant “L’esercito non vuole trovarsi in balia delle società energetiche in caso di guerra o di calamità naturali.”

L’esercito ha inaugurato la prima microgrid a Fort Bliss, in Texas, nel maggio di quest’anno. Il progetto pilota di 2,4 milioni di dollari, che alimenta solo in parte la base, produce energia solare che viene accumulata per poterla anche riutilizzare quando l’energia solare non è direttamente disponibile.

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Ma le strutture militari stanno anche sostenendo progetti separati per la produzione di energia, senza che essa debba alimentare microgrid. Dall’inizio di quest’anno sono stati installati pannelli fotovoltaici in grado di produrre oltre 130 MW di energia nelle basi militari in almeno 31 stati, secondo quanto riferisce la Solar Energy Industries Association. La Marina militare sta producendo più energia solare dell’esercito o dell’aeronautica.

La Marina produce oltre 58 MW all’interno o in vicinanza delle sue basi in 12 Stati; l’esercito seguen con circa 36 MW ma l’Air Force che vanta una delle prime installazioni solari avendo inaugurato un progetto da 14 MW presso la Nellis Air Force nel Nevada nel 2007.

La scorsa estate, gli ex Segretario alla difesa Leon Panetta e segretario degli interni Ken Salazar, hanno firmato un memorandum d’intesa per incoraggiare la messa in produzione di impianti di produzione basati sulle energie rinnovabili sui circa 16 milioni di ettari di terreni adibiti all’uso militare.

La Difesa vuole attrarre sviluppatori e investitori privati per dare vita a progetti di generazione di energia rinnovabile, solare, eolica o di altro tipo, con l’intento di acquistare tutta o parte di questa energia, rivendendo eventualmente la parte no utilizzata.

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Per quanto riguarda invece le strategie legate al campo di battaglia, è chiaro che nella guerra moderna rifornire le truppe di carburante è sia costoso sia rischioso.

Inoltre, la dotazione di un soldato raggiunge facilmente i 30 kg di peso trasportando le batterie per la comunicazione e la sicurezza.

Questo fa in modo che qualunque sistema più leggero e trasportabile in grado di sfruttare le fonti di energia rinnovabile per produrre energia sia quanto mai desiderabile dai militari, che sono naturalmente in grado, economicamente, di stimolare la realizzazione di strumenti e tecnologie in questo settore.

Quindi l’interesse dei militari in questo settore è un grande vantaggio per tutta l’industria delle energie rinnovabili, potendo attrarre investimenti e interessi per sviluppare tecnologie sempre più economiche e performanti nel campo della produzione di energia dalle fonti rinnovabili.

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