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Città viste dall’alto, per una mobilità nuova funivie in città

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Ottobre 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

“Guardate il mondo da un’altra prospettiva” affermava John Keating (alias Robin Williams) ai suoi studenti del liceo di Welton. Così dicendo saliva in piedi sui banchi di scuola, esortando i giovani a osservare la realtà dall’alto.

Torniamo dal 1989 ai tempi di oggi, quell’esortazione è più che mai adattabile per nuove soluzioni ai problemi dei trasporti. Proviamo a guardare la mobilità da un’altra prospettiva.

Abbiamo vissuto per anni nel binomio auto/mezzi pubblici, mentre solo più di recente, grazie a cambiamenti culturali, economici e tecnologici, si parla di servizi, di sharing economy, di biciclette e di auto elettriche.

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Ma in più parti del mondo si sta facendo strada un’innovazione che utilizza un nuovo spazio per spostare le persone: l’aria. Senza attendere i sistemi di trasporto fantasiosi e futuristici come le auto volanti (anche quelle le lasciamo ai film fantasy), già oggi, in più parti del mondo, si sperimentano funivie urbane, capaci di collegare diversi punti delle metropoli con costi/km equivalenti molto più bassi.

Sono comode, economiche, ecologiche, più facili da progettare e realizzare rispetto alle reti metropolitane. Non solo, rappresentano un veicolo pubblicitario di enorme impatto comunicativo, al punto che la Emirates Airline ha finanziato quasi integralmente la realizzazione di una funivia dal costo complessivo di 60 milioni di sterline, inaugurata lo scorso anno in occasione delle Olimpiadi, a fronte di una sponsorizzazione decennale.

Il servizio viaggia a 90 metri di altezza, offre una visuale spettacolare della city e collega nord e sud di Londra sorvolando il Tamigi: 34 cabine hanno già trasportato quasi 2 milioni di passeggeri dal suo avvio a giugno 2012 e il sistema rientra a pieno titolo nel piano dei trasporti pubblici del TFL (transport for London) con l’obiettivo di attrarre anche imprese, attività commerciali e residenti nelle aree servite.

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Completamente elettrico, rifornito con energia rinnovabile (non ancora al 100%), dotato di impianti fotovoltaici nelle stazioni di arrivo l’Emirates Airline testimonia come coniugare in modo nuovo ecologia e trasporti. Certamente un’idea adatta per un evento come Expo 2015.

Ma se Londra ha utilizzato il volano delle Olimpiadi per stupire, oltreoceano a New York una linea aerea metropolitana esiste dal 1976, la Roosevelt Island Tramway collega l’isola direttamente con il centro di Manhattan offendo un’opportunità di spostamento rapido e scenografico per gli oltre 26 milioni di pendolari e visitatori che l’hanno utilizzata fino a oggi.

Il sistema è più simile alle funivie di montagna note agli amanti dello sci, con una grande cabina che trasporta fino a 110 persone per 115 viaggi al giorno alla velocità di 30km/h e a circa 100 metri di altezza.

È singolare che questi sistemi siano stati realizzati non solo in città ultra-moderne, ma anche in paesi in via di sviluppo. L’America latina è stata la prima regione ad applicare le gondolas (termine inglese che connota questi servizi) per collegare sobborghi (generalmente più poveri) di alcune metropoli con le zone centrali.

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L’economicità delle linee consentiva l’accessibilità per quelle aree localizzate in collina e poco raggiungibili con servizi di terra. Medellin Metrocable in Colombia è in servizio dal 2006, ha reso accessibile il quartiere Aburra Valley trasportando 6.000 passeggeri/ora e risollevandolo da una situazione di degrado e isolamento.

Rio de Janeiro ha inaugurato la prima Teleferica Do Aleman nel 2011 con 3,5 km di lunghezza, 6 stazioni che collegano alcuni quartieri residenziali con il centro, con una capacità di 3.000 persone/ora.

Il successo è stato tale da replicare una seconda linea aperta in queste settimane che unisce il quartiere di Morro da Providencia (la più antica favelas di Rio) con il centro urbano in pochi minuti, con 3 fermate e una capacità 1.000 persone all’ora, distribuite su 16 cabine. Un servizio di trasporto a tutti gli effetti, perfettamente integrato nel contesto urbano.

Ancor più numerosi sono i progetti in corso in molte città in tutto il mondo: Austin (USA) sta valutando la realizzazione di una linea aerea urbana di 35 miglia, con un costo a Km massimo di 12 milioni di dollari, rispetto a 400 milioni/miglio per una linea sotterranea e ai 36 milioni/miglio di un tram.

Brest in Bretagna inaugurerà nel 2015 la prima linea convertendo i 12 ettari di terra della Plateau des Capucins in un eco-quartiere con residenze funzioni commerciali e terziario avanzato.

Tolosa è tra i progetti più ambizioni, previsto per il 2017, 2,6 km di linea aerea e una capacità di 7.000 persone/ora per un volo di 10 minuti (circa 1 ora per lo stesso tragitto in auto). La linea collegherà tre siti prioritari della città: l’università, l’ospedale e un centro oncologico, per un costo stimato di 45 milioni di euro.

Grenoble ha inserito il progetto nei più ambizioni piani di sviluppo urbano dei prossimi 15 anni. Steven Dale, fondatore del sito The Gondola Project (un contenitore di progetti e informazioni da tutto il mondo) e di CUP (società internazionale specializzata in progetti innovativi e in Italia partner di Clickutility on earth) afferma che le funivie sono sistemi di trasporto adatti ai moderni paesi sviluppati così come per i paesi in via di sviluppo, rappresentano quindi una reale scelta quando si pianifica la mobilità di una città.

L’Italia è ricca di funivie negli impianti sciistici delle alpi, ma non ci sono applicazioni in ambito urbano. Un progetto europeo è in corso di presentazione da parte del Comune di Genova mentre è già partita un’analisi per individuare applicazioni in alcune altre città.

Il prossimo 28-29 Ottobre a Milano alla prossima edizione di Citytech sarano presentati gli scenari e le possibili sperimentazioni. Le nostre aree urbane sono ricche di periferie e in considerazione della profonda crisi strutturale del settore dei trasporti pubblici la possibilità di un approccio innovativo e in partnership con il mondo dell’impresa potrebbe essere una valida soluzione.

Inoltre eventi come Expo 2015 rappresentano una valida applicazione per progetti sponsorizzati dall’industria sul modello di Londra. E poi il panorama delle nostre città viste dall’alto è invidiabile.

Carlo Iacovini, dopo una laurea in economia, ha progettato un sistema di car sharing elettrico per citycar… ma era il 1996, troppo presto. Carlo vanta 14 anni di esperienza nella consulenza manageriale, in aziende private e pubbliche, è fondatore e responsabile di NGO e progetti internazionali. Collabora con Green Planner Magazine per la stesura di articoli dedicati alla mobilità elettrica e sostenibile.

L’articolo originale è stato pubblicato da GreenValue BlogMobilità nuova: le città viste dall’alto

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