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DL Fare, nuove norme anche per la sicurezza di ciclisti e pedoni

pubblicato il: - ultima modifica: 8 Ottobre 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

Il decreto legge su disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, comunemente conosciuto come il decreto del fare, che sta per essere convertito in legge in queste ore, ha introdotto una serie di norme anche in materia di sicurezza stradale.

In particolare l’articolo 20 prevede che le somme non spese da Comuni e Province e riferite alle prime due annualità del Piano Nazionale sulla Sicurezza Stradale, siano revocate e riassegnate per l’attuazione di nuovi interventi, sempre per la stessa materia.

Ma, mentre con un emendamento approvato su proposta di alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle, è stata introdotta la specifica che gli interventi sulla sicurezza stradale devono essere concernenti prevalentemente lo sviluppo e la messa in sicurezza di itinerari e percorsi ciclabili e pedonali, con un altro proposto da due parlamentari del PD è stato aggiunto al testo nonché della messa in sicurezza dei tratti stradali mancanti per dare continuità all’asse viario Terni-Rieti.

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Infine, con un terzo emendamento bipartisan allo stesso articolo di legge, per poter garantire l’effettiva disponibilità di risorse finalizzate a finanziare gli interventi attuativi del Piano Nazionale sulle Sicurezza stradale, viene introdotto lo sconto del 30% a chi paga le multe entro cinque giorni.

Sull’argomento interviene la presidente nazionale FIAB Giulietta Pagliaccio che dichiara “Si evidenzia un certo pressapochismo della serie abbiamo qualche euro come lo spendiamo? e il primo che arriva dice la sua. Anche rispetto agli interventi viabilistici non si capisce quale la ratio che sta dietro la scelta di un tracciato, l’asse viario Terni-Rieti, piuttosto che un altro.

Considerato che i fondi sono destinati alla sicurezza stradale ci aspettiamo che si facciano valutazioni oggettive su dati di incidentalità, per esempio, dando priorità a quegli interventi in favore dell’utenza non motorizzata che, dai rilievi oggettivi, risulta essere quella più penalizzata a fronte di un tendenziale miglioramento sul fronte degli incidenti in auto.

I dati sono facilmente reperibili, per esempio dall’analisi degli incidenti stradali dell’Istat e dell’Aci: in Italia si muore più in bicicletta che sul ciclomotore, +7,2% rispetto al 2010 e + 11,7% di feriti. Il 76,4% degli incidenti avviene sulle strade urbane, con una percentuali di morti del 45,2% e di feriti del 72,5%. Utilizziamo i dati per valutare le priorità e non le presenze in aula di un parlamentare di una certa area!”.

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