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MonzaGP: la “poco chiara” compensazione delle emissioni di CO2

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sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

monza-gp_rd7eeeNei giorni scorsi, appena prima dello svolgimento del Gran Premio automobilistico di Monza, avevamo dato rilievo alla notizia dell’accordo tra l’Automobile Club d’Italia ed Ecostore per la compensazione delle 12mila tonnellate di CO2 emesse dal Circus di Formula 1 durante la gara.

Secondo il comunicato, le eimissioni di CO2 verranno compensate con la piantumazione di 10mila alberi in Alaska e Madagascar secondo gli standard del Protocollo di Kyoto. Un progetto che permetterà di compensare non solo le emissioni delle monoposto in gara, ma anche quelle dei motorhome e dei veicoli tecnici dei team per il raggiungimento dell’autodromo brianzolo.

Diversa però la situazione secondo il magazine online Comune-Info.net: forse 10mila alberi, ma il numero è puramente indicativo ha precisato un provvidenziale e minuscolo asterisco, piantati per compensare le quasi 12mila tonnellate di anidride carbonica emesse dal Gran Premio di Monza.

Ma l’operazione non è priva di ombre; il frutto della collaborazione tra Aci ed Ecostore per realizzare un’iniziativa unica al mondo, progetto apripista spiegano i promotori che guardano alla riforestazione in Alaska e Madagascar, ma a poche ore dal gran premio il tutto è stato sostituito con regioni in via di sviluppo.

Un’operazione che vanta il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, ma anche qui sorgono dei dubbi: un’inchiesta di Comune-info ha provato a leggere tra le righe di quello straordinario primato ambientalista, cercando di ricostruire, non con poche difficoltà, la filiera dell’operazione.

La compensazione delle emissioni di anidride carbonica è un processo apparentemente semplice, ma richiede massima trasparenza, possibilità di monitoraggio e verifica.

A oggi, dopo più di un mese di contatti, verifiche, ricerche, Comune-info non è in grado di ricostruire una filiera dell’informazione completa ed esaustiva sul progetto di compensazione del Gran Premio di Monza. Nonostante i ripetuti tentativi di ottenere informazioni più dettagliate dai diretti interessati, quello che a oggi è emerso è uno scenario ancora più incerto. Come sia possibile, in questo quadro di incertezza, garantire che ci sia un reale contributo alla lotta al cambiamento climatico, e non una semplice operazione di Green marketing, e che il nome di Nelson Piquet finisca sull’alberello che nostro figlio ha scelto, rimane un mistero tra i misteri…

Se volete approfondire l’argomento e capire quali siano le perplessità che riguardano queste operazioni continuate a leggere l’articolo La misteriosa foresta di Monza.

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