Home Tecnologie L’energia rinnovabile del futuro arriverà dallo Spazio

L’energia rinnovabile del futuro arriverà dallo Spazio

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

centrale-energia-spazialeQuando abbiamo letto su qualche sito web statunitense del Solar Power Satellite via Arbitrarily Large Phased Array (SPS-ALPHA), un collettore di energia solare a forma di fiore che irradia verso la Terra un flusso di energia concentrata, come fosse un microonde, ci era sembrato assolutamente assurdo.

In questi giorni però abbiamo letto in una sua recente intervista a Motherboard, che John Mankins, attuale Presidente dei laboratori di ricerca Artemis Innovation Management Solutions, con una carriera di 15 anni nella Nasa alle spalle, ha divulgato qualche dettaglio in più sull’esatto funzionamento di quella che sarà la prima centrale solare in orbita del mondo, non appena verrà inaugurata in un intorno del 2025.

// //

Mankins spiega quanto il progetto SPS-ALPHA sia molto più accessibile in confronto all’idea concepita nel 1970 di una centrale solare nello spazio.

Questo nuovo satellite del 21° secolo impiega molto più efficientemente la tecnologia solare e adotta moduli più piccoli, che agiscono insieme, come uno sciame di formiche.

La SPS-ALPHA è dotata di una serie di specchi a film sottile capaci di riflettere e di concentrare la luce solare direttamente su un unico elemento centrale fotovoltaico posto sulla matrice posteriore del satellite. Una volta che il satellite ha elaborato l’energia solare, la trasmette come fosse un enorme microonde sotto forma di onde radio.

Artemis Innovation Management Solutions costruirà un enorme piatto ricevitore a microonde del diametro da 3,7 a 5 miglia, posizionato a circa 3-6 miglia da terra, per raccogliere il flusso energetico. Nonostante le enormi dimensioni del collettore, Mankins sostiene che la fauna circostante non ne sarebbe condizionata; il piatto ricevitore potrebbe anche essere sistemato sopra terreni agricoli, come il telescopio di Arecibo, senza impattare l’ecosistema della zona.

Mankins ha spiegato inoltre che il team di scienziati ha considerato l’idea di trasmettere l’energia sulla Terra attraverso un laser a frequenza più alta per ridurre le dimensioni del trasmettitore sul satellite e il ricevitore sulla Terra. Le esplosioni ad alta frequenza, tuttavia, possono essere dannose per la vista e potrebbero innescare incendi o esplosioni.

“Pensate alla Morte delle Stelle” ha avvertito Mankins nell’intervista con Motherboard. Il fattore di rischio, infatti, supera la seducente compattezza fornita dal laser. Dopotutto, nessuno vuole che la Terra faccia la fine di Alderaan.

Quanto alla data in cui questo progetto potrà effettivamente decollare, Mankins spera di poter realizzare il prototipo dello SPS-ALPHA rapidamente in tre anni, con un prototipo di quarta generazione finalmente disponibile per il 2025.

Tuttavia lo scienziato sostiene che ci sono ancora molti ostacoli da affrontare, tra cui lo sviluppo di materiali in grado di raffreddarsi rapidamente nello spazio. Ciònonostante, il team spera di ridurre il costo dell’energia fino a 10 centesimi per kilowatt-ora, circa due centesimi in meno rispetto a ciò che mediamente un cittadino statunitense paga attualmente.

Condividi: