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ENEA svela i dettagli della migrazione dell’Homo Sapiens in Sicilia

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

migrazione-homo-sapiensLa migrazione dell’Homo Sapiens in Sicilia è stata resa possibile dall’abbassamento del livello del mare e dall’emersione di un ponte continentale tra l’Europa e la Sicilia, in un periodo compreso tra 27.000 e 17.000 anni fa; grazie a questa scoperta si può ora spiegare come mai la migrazione sulle coste siciliane dell’Homo Sapiens e di alcuni grandi mammiferi a ridotta capacità natatoria sia avvenuta con ritardo rispetto all’Europa.

Si tratta di un’emersione della Sella sommersa dello Stretto di Messina (un ponte roccioso) verificatasi nel corso dell’ultima glaciazione. A differenza di quanto riscontrato nel resto del continente europeo, dove la diffusione dell’Homo Sapiens si colloca in un arco di tempo racchiuso tra 35.000 e 40.000 anni fa, le datazioni al radiocarbonio effettuate sulle ossa di Homo Sapiens rinvenute in Sicilia non superano infatti i 17.000 anni di età.

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I risultati di una ricerca multidisciplinare coordinata dall’ENEA assieme alle Università di Roma, Napoli, Palermo, Trieste e Messina, al Max Planck Institute di Lipsia, all’Australian National University di Canberra, all’ISPRA e al IAMC-CNR documentano come, nel corso dell’ultima glaciazione il mare si è abbassato fino a creare un ponte.

La Sella sommersa nello Stretto di Messina, attualmente a una profondità di 81 metri sul livello del mare, ha costituito per l’Homo Sapiens l’unica possibilità di collegamento tra l’Italia peninsulare e la Sicilia.

Il passaggio naturale ha reso possibile la migrazione sull’isola di mammiferi oggi scomparsi come l’Equus hydruntinus, i cui resti, risalenti a circa 22.000 anni fa, sono stati rinvenuti nella grotta di San Teodoro, nei pressi di Messina.

La presenza di forti correnti, valutate fino a 16 nodi, nel braccio di mare che separa per circa 4 chilometri la punta meridionale della Calabria dalla Sicilia rende inverosimile ogni ipotesi di traversata a nuoto o tramite natanti rudimentali.

Per giungere a tali conclusioni, gli studiosi si sono serviti del calcolo delle variazioni del livello del mare e dell’analisi integrata dei dati più recenti provenienti da discipline come la geologia marina, la tettonica, la geofisica, la modellistica oceanografica, la paleontologia e l’antropologia.

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