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Isole norvegesi al sicuro dalle trivelle, ora tocca a Pantelleria

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

isole-lofoten-no-trivelleIl nuovo governo norvegese ha annunciato che non verrà consentita la ricerca petrolifera nell’area delle isole Lofoten, Vesterålen and Senja, mettendo al sicuro dalle trivelle un ambiente marino unico e prezioso, oltre che un paesaggio mozzafiato, indimenticabile da chiunque abbia avuto la fortuna di vederlo.

Per il WWF si tratta di un importante precedente che mette il valore della natura prima di quello della ricerca del petrolio e che possa essere di buon auspicio anche per l’Italia: nell’area del Canale di Sicilia e dell’Isola di Pantelleria il WWF sta chiedendo la creazione di un’area protetta oil e gas free attraverso la campagna e raccolta firme Sicilia: il Petrolio mi sta stretto, legata al più generale impegno per ridurre drasticamente la produzione e l’uso dei combustibili fossili e focalizzata sull’immenso valore naturalistico, storico e paesaggistico dell’area.

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“La vittoria norvegese non è solo una vittoria per tutti gli ambientalisti che, con il WWF Norvegia, si battono da anni per la protezione delle Lofoten. È prima di tutto una grande vittoria per una natura incredibile, per i merluzzi, per gli uccelli marini, per la più grande barriera corallina d’acqua fredda del mondo. Ed è anche la speranza di perpetuare questo valore per il futuro, creando posti di lavoro e favorendo la transizione verso una società rinnovabile al 100%” afferma Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia “Oggi gli scienziati ci dicono che i combustibili fossili devono rimanere sotto terra, se vogliamo cercare di fermare il cambiamento climatico; cominciamo con le aree più preziose per la natura e per i tanti esseri umani che vivono della loro bellezza e delle ricchezze che producono. Basti pensare che l’area vicina alle Lofoten assicura il 70% di tutte le risorse ittiche pescate in Norvegia”.

“Pantelleria è un Eden in mezzo al mare. Attorno all’isola quest’estate si sono viste centinaia di tartarughe marine, due balenottere, le mobule, ovvero le mante del Mediterraneo, tonni e pesci di ogni tipo. È stata sorvolata da fenicotteri, cicogne, falchi, aquile addirittura di provenienza asiatica dirette in Africa. Un gioiello nero di ossidiana e verde di macchia mediterranea e giardini panteschi con aranci secolari; un’isola che rischia di essere malamente sporcata dagli sversamenti routinari o da possibili incidenti, che tutti ci auguriamo non avvengano mai” ha detto Marco Costantini, responsabile Mare del WWF Italia “A ridosso di Pantelleria, una concessione per l’estrazione petrolifera data prima del 2010 non scompare con l’applicazione del Decreto Passera, la cui applicazione tanto pomposamente è stata comunicata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Nulla è cambiato, Pantelleria rimane minacciata da future estrazioni petrolifere. Quando il governo italiano fermerà questo illogico sfruttamento attorno a un’isola di una bellezza stordente? Quando potremmo dire con orgoglio che l’Italia è come la Norvegia?”.

L’area delle Lofoten era protetta dal 2001, ma negli ultimi anni c’erano state forti pressioni per aprirla alle ricerche petrolifere. Ora il pericolo è scongiurato. Inoltre, il nuovo governo norvegese, oltre a escludere le trivellazioni nelle acque vicine alle Lofoten, Vesterålen and Senja, ha deciso di non consentire le ricerche petrolifere nelle aree dell’alto Artico e in altre aree di valore.

In questi mesi il WWF sta promuovendo la campagna globale Ci tieni al futuro? Riprenditi l’energia! (Seize Your Power) rivolta ai cittadini per chiedere alle istituzioni finanziarie e ai governi del mondo di agire immediatamente investendo nell’energia rinnovabile e nell’efficienza energetica. Migliaia di cittadini in tutto il mondo stanno firmando la petizione per chiedere di finanziare il futuro delle rinnovabili e non il passato delle energie fossili.

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