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Agenda sull’efficienza energetica, le proposte di Smart Energy Expo

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Foto di anncapictures da Pixabay

efficienza-energetica-smart-energy-expo_eibxffAl Verona Efficiency Summit che ha inaugurato la prima edizione di Smart Energy Expo sotto il coordinamento di Federico Testa, Presidente del Comitato Scientifico, i policy maker nazionali e internazionali intervenuti, nonché i big player dell’industria dell’energia, concordano e convergono nel considerare l’efficienza energetica quale primo e prioritario driver per il raggiungimento degli obiettivi 20-20-20 dettati dal pacchetto Clima Energia.

Si parla tanto di fonti rinnovabili ma l’efficienza energetica è il vero e proprio combustibile da utilizzare come propulsore per le nuove politiche energetiche; sono le parole di David Sandalow, già sottosegretario all’Energia degli Stati Uniti e fondatore del Center on Global Energy Policy. L’energia più pulita è quella che non viene prodotta gli fa eco Steven Chu, già segretario di Stato all’energia degli Stati Uniti e Premio Nobel per la Fisica.

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Sara Romano, Direttore Generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica del Ministero dello Sviluppo Economico, sottolinea nel suo intervento come l’efficienza energetica sia il primo dei sette vettori identificati per declinare la Strategia energetica nazionale.

Ed è anche sulla base dell’analisi effettuata dal Ministero dello Sviluppo Economico che fotografa le aree di intervento su cui è necessario operare per trasformare la condivisione comune sull’efficienza energetica in risultati concreti, che Smart Energy Expo, con il supporto del proprio Comitato Scientifico, avanza nel corso dell’intervento di Marco Pezzaglia alcune concrete proposte per la realizzazione di una vera e propria agenda per l’efficienza energetica.

Il percorso di sviluppo del’efficienza energetica passa da azioni di carattere strategico che si ritiene debbano fondare sulla generazione di un costante know how basato su un sistema che sostenga la ricerca e lo sviluppo, partendo dal potenziamento di strumenti di natura fiscale e industriale, come il credito di imposta per la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico o benefici fiscali rivolti all’intera filiera, e non solo sul prodotto finale. Tale sistema andrebbe inoltre alimentato dall’agevolazione dell’incontro tra pubblico (università, centri e istituti di ricerca) e privato.

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Finanziamenti: maggiore efficienza nell’uso dei fondi disponibili e reperimento di nuove risorse. Si propone la definizione di criteri comuni di valutazione dei progetti.

In aggiunta si propone di incrementare l’attuazione di modelli di finanziamento tramite terzi con Esco e banche, migliorando l’esperienza, la casistica di riferimento e la competenza dei soggetti interessati.

Parallelamente, serve reperire nuove risorse finanziarie. In quest’ottica si identifica come strumento per la generazione di importanti introiti da destinare all’efficientamento energetico del Paese, lo sviluppo di politiche complete e articolate, che vadano ben oltre i condoni, per la lotta all’abusivismo edilizio.

In ambito di PA si identificano i Perpetual Bond come strumenti da introdurre anche in Italia.

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Sicurezza, consumi e reti. L’attuazione di un piano di ristrutturazione antisismica del patrimonio edilizio nazionale (il 95% degli istituti scolastici del Sud Italia non è progettato con criteri antisismici) permetterebbe di riqualificare l’esistente parco edilizio in maniera sicura ed energeticamente efficiente, restituendo al contempo vitalità al settore delle costruzioni. In tale percorso è fondamentale la gestione degli immobili della PA, la cui prestazione energetica dovrebbe essere misurata sulla base di riferimenti standard da definire.

Completa il quadro un ripensamento sul ruolo delle reti quale strumento per lo sviluppo dell’efficienza energetica attraverso l’alimentazione integrata dei fabbisogni di elettricità e calore.

Suolo, risorse e trasporti. Si propone la promozione di un uso più efficiente del suolo con l’adozione di nuove tecniche agronomiche che integrino le colture tradizionali destinate al food a quelle destinate alla produzione di risorse per altri settori, come il bio-metano che potrebbe essere utilizzato per il settore dei trasporti, contribuendo in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi della direttiva europea. Politiche più incisive sulla valorizzazione e riutilizzo dei rifiuti e dei materiali di scarto.

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