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Fognature e depurazione: le acque pulite sono un lusso ancora per pochi

pubblicato il: - ultima modifica: 18 Luglio 2022
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Immagine da Depositphotos

Se non ci saranno progressi, nel 2015 ben 2,4 miliardi di persone non avranno servizi igienico-sanitari adeguati. In un dossier pubblicato sul sito del Gruppo Hera, multiutility, viene mostrato un quadro dello scenario mondiale e italiano relativo a fognature e depurazione: servizi essenziali per la salute di tutte le persone.

Dall’emergenza mondiale ai problemi dell’Italia: il dossier spiega quali sono i numeri dell’emergenza sanitaria mondiale legata alla mancanza di acque pulite.

Se non ci saranno progressi, infatti, nel 2015 ben 2,4 miliardi di persone, concentrate nei paesi più poveri, non avranno servizi igienico-sanitari adeguati.

Dal macro al micro, si passa alle gravi carenze italiane su investimenti e infrastrutture per la depurazione, che potrebbero costare care.

Se l’Italia non si adeguerà alle normative comunitarie, l’Unione europea potrebbe infatti emettere sanzioni pesanti, pari a circa 700 milioni di euro all’anno a partire dal 2016.

Gli investimenti necessari in Italia sono 65 miliardi di euro in 30 anni. Se da un lato le tariffe idriche sono tra le più basse d’Europa, dall’altro il nostro Paese detiene un indice negativo in merito agli scarsi investimenti sulle reti idriche, fermo a un terzo di quanto invece investono gli altri paesi occidentali.

Gran Bretagna e Stati Uniti, per esempio, investono circa 80 euro procapite all’anno, mentre in Italia si è fermi a 26 euro annui per abitante (dati Ocse). Per risolvere l’emergenza depurativa italiana, oggi si stima debbano essere investiti 65 miliardi di euro entro i prossimi 30 anni.

A Rimini il risanamento fognario più importante della penisola. Grande attenzione è dedicata all’Emilia-Romagna che, anche grazie al lavoro di Hera si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia. In particolare, si scoprirà nel dettaglio il risanamento fognario di Rimini, progetto che prevede lo stanziamento di 154 milioni di euro per dimezzare già dal 2016 gli scarichi a mare, eliminandoli definitivamente entro il 2020.

Il Gruppo Hera e il comune di Rimini, assieme a Amir e Romagna Acque, sono i protagonisti del più grande intervento di risanamento fognario in Italia predisponendo interventi su 11 condotte di acque reflue.

Sul dossier c’è spazio anche per presentare i progetti di Hera che ogni anno destina ai servizi idrici 100 milioni di euro per la gestione e il miglioramento degli oltre 14mila chilometri di rete fognaria e quasi 900 impianti di trattamento dei reflui, gestiti in 227 comuni.

Fra gli esempi più importanti per quanto riguarda la fognatura e la depurazione si trova senz’altro il polo regionale di telecontrollo di Forlì capace di monitorare 24 ore su 24 tutte le reti e gli impianti del ciclo idrico (dunque anche depuratori e fognature), gas e teleriscaldamento, gestendo in contemporanea l’attività del pronto intervento.

Tra le pagine del dossier, si potrà anche conoscere la storia delle reti fognarie, i primi esempi di impianti e il positivo impatto sulla tutela della salute dei cittadini. Insieme a qualche esempio virtuoso e lungimirante di riutilizzo delle acque reflue nel mondo.

Diversi i contributi video con cui si arricchisce il dossier: l’amministratore delegato del Gruppo Hera Maurizio Chiarini, parlerà della situazione dell’Italia e le multe dell’Ue, in qualità di vicepresidente di Federutility; mentre il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il direttore generale Operations Roberto Barilli parleranno del risanamento fognario di Rimini.

Infine, il direttore Acqua del Gruppo Hera Franco Fogacci parlerà degli impianti Hera e del territorio emiliano-romagnolo.

Crediti immagine: Depositphotos

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