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Sostenibilità: le aree sosta diventano green con l’esempio Autogrill

città: Milano - pubblicato il:

sostenibilita-energetica-autogrill-villoresi-estCapiterà sempre più spesso di poter scegliere di fermarsi a sgranchirsi le gambe su autostrade e tangenziali e prendere un caffè in un punto sosta green, non inteso semplicemente come verde ma sostenibile.

Anche perché, Autogrill, azienda del Gruppo Benetton che di punti ristoro ne ha ben 500 distribuiti in 30 paesi, ha deciso di incamminarsi sulla strada della sostenibilità ambientale non solo come semplice attività di rendicontazione, come spiega a Magazine Green Planner Silvio De Girolamo, chief audit executive & Csr di Autogrill, ma soprattutto di progettualità.

E ciò si deve al varo, ancora nel 2011, del progetto AFuture e dalla successiva definizione di una roadmap di sostenibilità che ha respiro fino al 2015 e che implica l’impegno da parte dell’azienda del raggiungimento di una serie di obiettivi strategici di miglioramento nelle diverse aree: personale, prodotti e ambiente.

Anche con la collaborazione del WWF a oggi sono tre le aree di servizio Autogrill, tutte ubicate nell’area della Grande Milano (Villoresi Est, Brianza Nord e Brianza Sud) che parteciperanno al progetto per lo sviluppo di una filiera integrata grazie alla quale i rifiuti organici generati dai punti vendita saranno trasformati in compost che, a sua volta, sarà utilizzato per nutrire un orto didattico che verrà creato all’interno dell’Oasi WWF Bosco di Vanzago.

Intanto, la stazione di servizio Villoresi Est fa scuola di sostenibilità a tutto tondo: aperta a inizio anno sulla A8 Milano-Laghi all’altezza di Lainate è stata costruita con materiali ecocompatibili e riciclabili (la struttura è in legno certificato PEFC) seguendo il protocollo LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) e i principi di Design For all e Dasa Rägister per l’accessibilità.

Sul piano del funzionamento energetico, Villoresi Est utilizza la combinazione di geotermia e fotovoltaico riuscendo a risparmiare circa il 45% dei consumi energetici elettrici con una conseguente riduzione del 59% di emissioni di CO2. Allo stesso tempo l’adozione di un sistema di raccolta delle acque piovane e di falda consente di ridurre di circa 25.550mc all’anno i consumi idrici (l’equivalente dell’utilizzo medio di 128 famiglie italiane).

Tutti i dettagli di questo interessante caso di best practice internazionale verranno illustrati in occasione del Forum della sostenibilità, in programma il 31 ottobre a Milano.

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