Home Risparmio energetico Come risparmiare sulla bolletta dell’energia elettrica

Come risparmiare sulla bolletta dell’energia elettrica

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
risparmiare sulla bolletta

risparmiare-sulla-bollettaRisparmiare sulla bolletta dell’energia elettrica e fare scelte ecosostenibili, queste le esigenze dei consumatori italiani che confrontano le tariffe online.

Per molti italiani, ridurre le spese legate al fabbisogno di energia è prioritario e, per questo motivo, le soluzioni che si trovano ad adottare sono comuni per tutti.

Sono in molti infatti coloro che si affidano a comparatori online per mettere a confronto le tariffe Eni, Enel Energia e di altre compagnie al fine di trovare la più conveniente e ottenere un risparmio consistente dal nuovo contratto, ma altrettanti sono quelli che, per fare economia, si privano di determinati servizi e limitano i propri consumi.

Dai dati elaborati da Terna, il gruppo che in Italia si occupa di gestire le reti per la trasmissione dell’energia elettrica e pubblica annualmente una relazione sullo stato dei consumi e della rete elettrica, è emerso che tra febbraio 2012 e febbraio 2013 i consumi di energia elettrica degli italiani sono diminuiti del 8,1%. Questo cifra è di per sé molto significativa e ha provocato l’allarme di molte associazioni di consumatori.

È però necessario, come specificato dal Terna, effettuare alcune correzioni, considerando che il 2013 è stato un anno bisestile e quindi il mese di febbraio ha avuto un giorno in meno. Si potrebbe pensare che un giorno incida poco sui consumi di un mese, ma non è affatto così. Un altro elemento da prendere in considerazione sono i fattori climatici: nel 2013 la stagione invernale è stata meno rigida rispetto al 2012 e questo ha sicuramente indotto le famiglie a consumare meno sul riscaldamento.

Con le dovute correzioni, quindi il calo dei consumi rispetto all’anno scorso si attesta al 5,1%. Questo dato può essere spiegato prendendo in considerazione le tre tipologie di fenomeni che concorrono a determinarlo. Innanzitutto, il calo dei consumi delle famiglie italiane, probabilmente portate a risparmiare a causa della crisi e della paura di non riuscire a pagare tutte le spese. Inoltre bisogna considerare che in questo dato non sono compresi solo i consumi per così dire privati, ma anche quelli del sistema industriale.

Si tratta quindi di un dato aggregato, che riguarda tulle le tipologie di consumi. Basti pensare che i consumi risultano più alti al nord Italia, dove la produzione industriale è più intesa, che al sud, dove molte imprese stanno anche chiudendo i battenti per le difficoltà economiche. Infine, le famiglie italiane stanno dimostrando di aver acquisito una maggiore sensibilità ecologica che induce quindi a mantenere più bassi i consumi. Questa riduzione dei consumi è sicuramente anche dovuta al fatto che gli attuali elettrodomestici si sono rinnovati e, a parità di consumo, sono più efficienti dal punto di vista energetico.

L’attenzione alle tematiche ecologiche è dimostrata dal fatto che ben il 12% degli utenti, quando confronta le varie offerte per l’energia, dichiara di volere energia pulita. Questa scelta viene fatta anche a fronte di costi leggermente più alti: per una famiglia media, che vive a Milano e consuma circa 2700 Kilowatt all’ora, scegliere energia pulita significa pagare circa 15 centesimi di più all’anno sulla bolletta. Ricordiamo che, qualunque sia la nostra scelta in tema di ecologia, gli operatori che forniscono energia sono tenuti a specificare sulla bolletta da quali fonti deriva l’energia che utilizziamo e paghiamo.

Inoltre bisogna specificare che, in realtà, tutti paghiamo, almeno un po’, per l’energia pulita: nella bolletta, infatti, sono compresi dei costi generali di sistema, come quelli per le infrastrutture e la distribuzione, che comprendono anche gli incentivi per l’energia verde. Chi volesse orientare la propria scelta basandosi sull’operatore che fornisce energia più pulita, quindi, deve valutare la voce A3 della bolletta, dove è indicata la componente che paghiamo per la produzione di energia rinnovabile. Più questa voce è importante, più l’azienda in questione produce energia pulita.

Chi invece nella scelta del fornitore di energia volesse basarsi sul risparmio, dovrà innanzitutto scegliere se affidarsi agli operatori appartenenti al mercato di tutela o a quelli del libero mercato. La differenza è molto semplice: per quanto riguarda la maggior tutela per l’energia elettrica, il consumatore pagherà un prezzo deciso, sulla base di vari parametri, dall’Aeeg, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Nel libero mercato, invece, il prezzo dell’energia è determinato dalla libera concorrenza tra le aziende. Scegliendo una tariffa del mercato libero, si può arrivare a risparmiare sulla bolletta annua fino al 20%.

Il risparmio è ancora più alto se si sceglie un prodotto online: l’eliminazione di molti costi di gestione, degli intermediari e di buona parte della burocrazia, può far risparmiare fino a 380 euro all’anno. Arriviamo ora alle note dolenti, ossia all’eventualità che non si riesca a pagare una bolletta. In questo caso si hanno due possibilità. La prima consiste nel chiedere la rateizzazione della bolletta, possibilità prevista soprattutto dai fornitori che operano nel mercato di maggior tutela.

Un’altra opportunità per risparmiare sulla bolletta è il cosiddetto bonus elettrico o del gas: le famiglie in difficoltà, presentando la propria dichiarazione ISEE, possono richiedere ai Comuni o i Caf uno sconto di circa il 15% sulla bolletta. Questa possibilità è offerta anche a chi ha bisogno di avere in casa dei macchinari salvavita, che consumano molta energia elettrica.

Inoltre ricordiamo che una recente circolare dell’Aeeg ha definito le linee guida per gli operatori che devono mettere in mora un cliente. In questo caso l’Aeeg ha disposto delle norme che tutelano i consumatori: il fornitore del servizio, infatti, è obbligato a inviare una raccomandata al cliente almeno venti giorni prima. La raccomandata deve riportare chiara indicazione della data in cui è arrivata a destinazione e dal quel momento in poi il cliente ha venti giorni a disposizione per pagare. Solo dopo la scadenza di questi termini la compagnia può mettere in mora il cattivo pagatore.

Infine, per gli errati conteggi e le cosiddette bollette impazzite, la mora può scattare solo dopo che il fornitore abbia risposto ai reclami del consumatore. La violazione di queste norme comporta pesanti sanzioni per l’ente erogatore, anche sotto forma di rimborso in bolletta.

Condividi: