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Associazione unica delle Rinnovabili: i tempi sono maturi per farlo

città: Roma - pubblicato il:

rinnovabiliLa notizia di una casa comune delle rinnovabili, che possa raggruppare l’intero comparto e rappresentate i suoi interessi in tutte le sedi istituzionali è un traguardo auspicato da tempo e sul quale Assosolare e le altre associazioni hanno lavorato per diversi anni realizzando diverse fusioni.

Questo il commento di Gianni Chianetta, Fondatore della Gianni Chianetta & Partners, in merito alla notizia della firma di un protocollo di intesa tra ANIE/GIFI, assoRinnovabili e IFI con lo scopo di iniziare un percorso comune verso la creazione di un’associazione unica.

Adesso le condizioni sono mature per l’ultimo passo. La grave situazione economica in cui versano oggi le rinnovabili non può che affrontarsi con l’unità nella rappresentatività delle aziende.

Il termine green economy è oggi abusato da chi in realtà ne ha fatto e continua a farne solo uno slogan pubblicitario. Questo vale sia nella politica che nel mondo delle imprese e bisogna essere accorti a distinguere i veri dai falsi millantatori.

“Nell’ultimo decennio in Italia nonostante i numerosi stop and go del mercato delle rinnovabili dovuti all’instabilità politica, non si era mai vista una tale frenata e un tale disorientamento delle aziende, mentre paradossalmente USA, Cina, India e perfino Africa registrano una crescita esponenziale dell’economia verde. Adesso la parola d’ordine in Italia sembra essere l’efficienza energetica, che raggrupperebbe il risparmio e le rinnovabili in un unico cappello” continua Gianni Chianetta “Nel concreto, però, i progetti stentano a partire se non su iniziative delle singole amministrazioni locali, come il caso della regione Sicilia con il progetto del Patto dei Sindaci con il quale si è avviato un vero programma di efficientamento per circa 100 comuni. Negli ultimi anni i governi nazionali hanno ottemperato agli obblighi europei solo sulla carta, producendo documenti come il Piano Energetico Nazionale e la Strategia Energetica Nazionale che sono rimasti nel cassetto e diventati già obsoleti”.

“La nuova organizzazione industriale dovrà fronteggiare con determinazione la vecchia politica e quelle istituzioni che, neanche nelle apparenze, sono state super partes favorendo di fatto i vecchi monopoli, con il risultato che oggi possiamo associare l’Italia più ai paesi del Nord Africa che all’Europa. Dovrà promuovere una vera liberalizzazione, rivoluzionare il sistema elettrico del paese promuovendo la generazione distribuita a discapito di quella centralizzata” conclude Gianni Chianetta “Occorre da subito puntare senza esitazioni su reti private e intelligenti basate su efficienza energetica e rinnovabili, e liberarsi dalla zavorra di quei colossi privati che hanno investito da tempo e consapevolmente contro la politica europea dello sviluppo sostenibile, condizionando le scelte dei Governi negli ultimi anni per i propri interessi e a discapito degli Italiani. Ben venga, allora, ogni forma di unità sia a livello industriale, che sociale e politico e che rappresenti una vera discontinuità con il passato. L’obiettivo unitario deve essere l’accelerazione dell’economia verde che ponga l’Italia al pari dei paesi leader dell’Europa”.

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