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Primo comandamento: credere nel rispetto dell’ambiente

città: Milano - pubblicato il:

rispetto-ambienteDi fronte ai dati catastrofici dell’inquinamento della nostra acqua, della nostra terra e dell’aria che respiriamo, dico che dobbiamo continuare fortemente a credere nel rispetto dell’ambiente.

Perché è l’unico modo per rispettare anche noi stessi. Uso il termine rispetto che fino a che non saremo fuori dall’emergenza significa protezione. Poi un giorno chissà se potremo solo attenerci alle buone pratiche.

Che a oggi – lo dicono i dati – lo stiamo mettendo in atto a metà strada.

Mi riferisco a una recente classifica nell’Indice di sostenibilità elaborato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) che posiziona l’Italia a metà classifica: su un totale di 200 Nazioni raggruppate in 40 Paesi/macroregioni, il nostro Paese si è collocato al 20esimo posto in una classifica dominata dalle nazioni del Nord Europa, con Svezia e Norvegia nelle prime due posizioni. Non male, dopo tutto. Ma non è sufficiente.

Fabio Eboli di FEEM dà una interpretazione al dato “dal punto di vista ambientale, l’Italia si colloca nelle zone medio-alte della classifica, per poi ritrovarsi giusto a metà a causa dei fattori economici che ci penalizzano”.

Ciò significa che credere nel rispetto dell’ambiente significa investire forze e denaro. Nel rispetto e nella protezione di noi cittadini italiani. Eboli sintetizza il nostro pensiero “sono necessarie politiche positive, certamente costose, ma utili per migliorare la propria sostenibilità”. E la nostra vita.

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