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Promotori della mobilità ciclistica, in Italia ne abbiamo già 21

promotori-mobilita-ciclisticaChiamateli pure PMC: in giro per l’Italia ce ne sono già 21 e sono i diplomati al primo corso di perfezionamento e di aggiornamento professionale come promotori della mobilità ciclistica. A lanciare la nuova qualifica è stato il Dipartimento Scienze Neurologiche e del Movimento dell’Università di Verona.

Di età compresa tra i 23 e i 45 anni i PMC sono progettisti, economisti, laureati in discipline umanistiche, tutti accumunati dalla passione e dal desiderio di promuovere l’uso delle biciclette sia per uso quotidiano nelle città sia con le borse per scoprire i territori mediante il ritmo lento del cicloturismo.

Alla cerimonia di consegna dei diplomi è associato il convegno organizzato dalla Fiab Promuovere la mobilità ciclistica per uno sviluppo economico attraverso la bicicletta in programma venerdì 29 novembre alle ore 10:00 presso l’aula T5 del Polo Zanotto (viale dell’Università, Verona).

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Nel corso del convegno attraverso le relazioni degli intervenuti emergeranno le opportunità e le necessità che esprimono i territori e i centri urbani ai vari livelli amministrativi.

Giulietta Pagliaccio, Presidente della FIAB, in relazione a questo corso ha dichiarato “Non basta una bicicletta per fare un ciclista urbano: occorre motivare al cambiamento!”.

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In effetti molto spesso, anche alle amministrazioni più virtuose viene rimproverato, in genere dalle opposizioni politiche, di fare interventi per la ciclabilità che poi non modificano i comportamenti dei cittadini rispetto alla mobilità quotidiana.

C’è del vero, talvolta, in queste affermazioni perché non basta realizzare le infrastrutture se non si modifica l’infrastruttura mentale di ognuno di noi.

Il corso per formare i futuri promotori della mobilità ciclistica è nato con l’obiettivo di creare nuove figure professionali che aiutino le amministrazioni, le imprese e i cittadini a modificare il proprio stile di vita, a ripensare il proprio atteggiamento nei confronti della mobilità quotidiana, a riorganizzare mentalmente le proprie convinzioni che ancora troppo spesso fanno dire a molti “io non posso proprio fare a meno dell’auto”.

Il primo corso ha sfornato nuovi e brillanti professionisti che, con le loro idee e proposte, daranno un contributo importante al cambiamento. C’è però bisogno di molti altri professionisti in grado di far fronte alle molte necessità di un nuovo mercato che ruota intorno al mondo della bicicletta: un settore economico in rapida crescita che va solo aiutato e assecondato e la formazione è un passaggio importante in questo percorso di cambiamento.

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