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Inceneritori e polveri sottili, il monitoraggio con le api

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020

api-bioindicatoriPM10 e altre polveri sottili, le api come bioindicatori dell’inquinamento ambientale: è il titolo del convegno che si terrà sabato 7 dicembre presso la Sala Venezia dell’Hotel San Marco a Ponte Taro (Parma).

Organizzato da Koiné Ambiente, società di Parma specializzata nella consulenza ambientale e alimentare, l’incontro tratterà dell’inquinamento atmosferico da particolato e di innovative tecniche di monitoraggio dell’aria.

In un momento più che mai delicato per la salute degli abitanti delle nostre città, in cui i valori di inquinamento sono spesso sopra i livelli di guardia e i blocchi del traffico insufficienti a risolvere i problemi ambientali, è necessario utilizzare metodi di monitoraggio che, affiancandosi a quelli basati su analisi chimico-fisiche, diano quelle risposte biologiche che solo i sistemi viventi possono fornire.

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Lavorare con le api, che sono bioindicatori, permette di avere chiare informazioni sulle condizioni di stress ambientale e sui livelli di tossicità di determinati inquinanti.

La giornata di studio sarà aperta da Stefano Montanari, fondatore di Nanodiagnostics, start-up europea di consulenze scientifiche nei settori della medicina, dell’industria e dell’ecologia con sede a Modena e che parteciperà al convegno in collaborazione con Koiné Ambiente.

Montanari sarà affiancato da Antonietta Gatti, studiosa ricercatrice del CNR e di Nanodiagnostics, da anni impegnata in numerosi studi sui biomateriali e le polveri sottili; i due presenteranno un interessante focus sulle micro e le nanopolveri: che cosa sono, come si formano, come si comportano nell’ambiente e i loro effetti sul nostro organismo.

Marco Pellecchia, biologo di Koiné Ambiente e promotore del dibattito, discuterà l’impiego delle api come sentinelle dell’inquinamento ambientale: sia l’insetto tout-court come campionatore di polveri sottili, sia le matrici apistiche (cera e miele) come bioaccumulatori di inquinanti.

L’incontro vedrà inoltre la partecipazione di Christian Mavris, geologo ricercatore presso l’Istituto di Biogeochimica e Dinamiche degli Inquinanti dell’ETH (Zurigo, Svizzera), il cui intervento verterà sull’incidenza di casi studio eclatanti registrati nel nostro pianeta in contesti e ambienti diametralmente opposti per la formazione di polveri sottili.

Dopo la parte convegnistica spazio al dibattito moderato da Andrea Gavazzoli, giornalista e communication manager, in cui il pubblico potrà intervenire attivamente ponendo domande ai relatori in merito gli argomenti trattati durante la conferenza.

“La nostra è un metodica che stiamo sperimentando con successo” afferma Marco Pellecchia “e l’utilizzo delle api come raccoglitori, non solo di nettare e polline, ma anche di particolato che si deposita sull’esoscheletro e che viene ingerito, ci consente di verificare l’inquinamento da polveri sottili o nanopolveri in qualunque area. Ci teniamo a ricordare che le nanopolveri sono particolarmente dannose per la salute anche se spesso il loro monitoraggio viene trascurato”.

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