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ANIE Confindustria contesta il decreto di modifica a sistema appalti

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020

anie-confindustriaL’elevata specializzazione e l’eccellenza tecnologica delle imprese del nostro Paese è seriamente a rischio. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 280) lo scorso 29 novembre del Decreto del Presidente della Repubblica che va a incidere sul Regolamento (DPR 207/2010) di attuazione del Codice degli Appalti si stravolge il sistema di qualificazione negli appalti a tutto danno delle imprese specializzate e altamente tecnologiche, oltre 1.200 le imprese aderenti ad ANIE Confindustria, che investono ogni anno in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

Per l’associazione la ricaduta sulle imprese ANIE del D.P.R. appena pubblicato, che peraltro recepisce solo formalmente, ma non sostanzialmente, il parere del Consiglio di Stato (n. 3014) dello scorso giugno è dirompente e va immediatamente sospeso.

“Il sistema di qualificazione dei lavori pubblici, così come delineato dal Codice dei Contratti pubblici e dal Regolamento, infatti, non è stato messo in discussione nei suoi principi fondanti dal parere del Consiglio di Stato” afferma il Presidente Andrea Gemme “Non è stata messa in discussione la distinzione, corretta e opportuna, tra categorie a qualificazione non obbligatoria e categorie a qualificazione obbligatoria. E neppure la distinzione tra categorie a qualificazione obbligatoria e categorie super specialistiche”.

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È inaccettabile quindi che il provvedimento si limiti a cancellare delle norme con la conseguenza di paralizzare il mercato delle opere pubbliche e di stravolgere gli equilibri del sistema prevedendo di fatto che tutte le opere specialistiche (tra cui si annoverano, tra le altre, la realizzazione di impianti tecnologici quali elettrici, ascensori, sistemi antintrusione, illuminazione, trazione elettrica, segnalamento ferroviario) non debbano più obbligatoriamente essere eseguite da imprese con adeguata qualificazione SOA ma potranno essere eseguite direttamente dallìimpresa generale, qualificata solo per la categoria prevalente dellìappalto.

Così come è inaccettabile che non venga riconosciuto il valore delle categorie super-specialistica per le quali si richiedeva lìobbligo di costituire una ATI con lìimpresa qualificata.

È una situazione ovviamente gravissima, che minaccia non solo la salute del nostro comparto e le nostre quasi 1.200 aziende, ma che ha ricadute gravissime sul Sistema Paese e su tutte le imprese ad elevata specializzazione tecnologica. Per non parlare della qualità degli interventi, che inevitabilmente verrà meno.

“Il settore elettronico ed elettrotecnico, già prostrato dalla crisi in corso, deve essere preservato come eccellenza dell’industria made in Italy” conclude il Presidente di ANIE Confindustria “Occorre quindi rivedere il sistema di qualificazione trovando un punto di equilibrio tra l’esigenza di valorizzare le competenze delle imprese specialistiche e gli interessi delle imprese generali a eseguire direttamente alcune lavorazioni complementari per la realizzazione del loro intervento. Va mantenuta la distinzione tra categorie a qualificazione obbligatoria e categorie a qualificazione non obbligatoria e definiti i criteri per individuare le categorie super specialistiche, rivedendo l’Allegato A secondo parametri di serietà, competenza e innovazione tecnologica. Confidiamo quindi in un intervento tempestivo che riporti equilibrio e stabilità”.

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